Kean o non Kean? Questo è il dilemma. E chissà che consiglio avrà portato la notte a Vanoli. Chissà, soprattutto, come si sarà svegliato Moise. Sta tutto lì. In come reagirà la tibia acciaccata al primo, vero, allenamento fatto forzando i ritmi dopo 14 giorni di lavoro differenziato. La buona notizia infatti, è che ieri il centravanti della Fiorentina. che è stato convocato, è finalmente riuscito ad aggregarsi al gruppo svolgendo con loro l’intera rifinitura. Uno squarcio di sole quasi improvviso, proprio quando anche gli ultimi, pallidissimi bagliori di speranza sembravano volare via col vento che da qualche giorno sta spazzando Firenze.
Del resto, che si sarebbe fatto di tutto e di più per riuscire ad averlo a disposizione per questa sfida che può valere una stagione, era parso chiaro fin da subito. E allora rieccolo, Moise, convocato dopo aver saltato sia la sfida col Parma che quella col Rakow e dopo che anche gli ultimi giorni erano stati votati alla conservazione. Una strategia ed un percorso studiati nei dettagli fatti di cure, terapie, riposo e allenamenti ridotti al minimo indispensabile per mantenere una condizione accettabile che gli hanno permesso, ieri, di dare un bel colpo di gas. Certo, ciò non significa che oggi Kean sarà certamente al centro dell’attacco. Anzi. Molto dipenderà da come passerà la nottata e da come si alzerà stamattina. Perché il dolore è così, può sparire e illuderti di essersene andato per sempre salvo poi tornare alla prima forzatura. Si vedrà.
Di certo c’è che esattamente come la settimana scorsa la decisione finale sarà presa soltanto dopo l’ultimissimo provino (oggi a Cremona) anche se tutto lascia pensare che l’esito possa esser diverso e che almeno un posto in panchina possa trovarlo pronto, magari, ad entrare per uno spezzone di partita. Difficile invece, considerando che viene da quattordici giorni di lavoro personalizzato, pensare che possa partire addirittura dal primo minuto. Difficile, sia ben inteso, non impossibile. Altrimenti, va da sé, spazio a Roberto Piccoli. L’ex centravanti del Cagliari sta vivendo un momento difficile e nemmeno particolarmente fortunato (basti pensare alla traversa centrata giovedì in Conference), non segna in campionato dal 18 gennaio a Bologna e ha una voglia matta di dare una svolta alla sua stagione. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
