15 Marzo 2026 · Ultimo aggiornamento: 09:36

Labaro viola: il mondo viola minuto per minuto
Corriere Fiorentino: “Fagioli come il Pek, imprescindibile. Gattuso non sembra essersi accorto”

Firenze, Stadio Franchi, 08.03.2026, Fiorentina-Parma, foto Lisa Guglielmi. Copyright Labaroviola.com

Rassegna Stampa

Corriere Fiorentino: “Fagioli come il Pek, imprescindibile. Gattuso non sembra essersi accorto”

Redazione

15 Marzo · 09:03

Aggiornamento: 15 Marzo 2026 · 09:06

Condividi:

Gattuso salvo sorprese, non lo convocherà per il playoff

«Il problema del Pek è che quando ce l’hai poi non ne puoi più fare a meno». Firmato: Vincenzo Montella. Una definizione tanto paradossale quanto azzeccata, che si potrebbe incollare sulla squadra di oggi. Sia chiaro: nessuno vuol lanciarsi in paragoni, ma che la squadra di Vanoli sia diventata dipendente da Nicolò Fagioli come quella di Montella lo era di Pizarro è cronaca. Del resto, accade a quasi tutti quelli che si affidano ad un regista puro. Basta pensare al Milan e a Modric, all’Inter e a Calhanoglu o, per andare indietro di qualche anno, a Pirlo, Xavi, Iniesta e compagnia. E pensare che Nicolò, quel ruolo, non ne voleva sapere di farlo.

Colpa (anche) della sua breve ma decisiva esperienza con la Cremonese (in serie B) quando, in prestito dalla Juventus, si rivelò in tutto il suo talento. Era il 2021-22 ed è stato lì, in quel campionato giocato prevalentemente da mezzala, che si convinse di non essere un regista. «È stato imbastardito nel ruolo — raccontò il suo più grande maestro ed estimatore, Massimiliano Allegri — ma lui deve stare davanti alla difesa e se ne deve convincere». Un rapporto, quello tra Max e Fagioli, che va oltre quello che si crea tra allenatore e calciatore. Per Nicolò il tecnico del Milan (che ha più volte confidato di ritenerlo il miglior centrocampista italiano) è un secondo padre e non a caso è stata la prima telefonata che ha fatto quando ha dovuto decidere se accettare la proposta della Fiorentina. Il resto, è storia recente.

Gli alti e bassi con Palladino, e i soliti equivoci sul ruolo. «Credevo molto nel farlo giocare regista — disse Pioli — ma lui ha mollato alle prime difficoltà». Parole dure, che Nicolò ha trasformato in motivazione extra una volta arrivato Vanoli. È stato questo, forse, il più grande merito del tecnico. Averlo convinto a star lì, col volante in mano. Il risultato sta nei numeri: Fagioli è secondo solo a Barella tra i centrocampisti per passaggi chiave (55 contro 53) e big chance create (12 contro 10) e ha una percentuale di passaggi riusciti (1150 su 1280) pari all’89,84%. Un dato clamoroso se si pensa al coefficiente di difficoltà delle soluzioni spesso cercate. L’ex Juve infatti è tornato a vedere dove gli altri non vedono e ha smesso di fare il compitino. Per questo, quando manca o quando gli avversari lo marcano stretto la Fiorentina si spegne.

Un rendimento leggermente calato nelle ultime partite, ma del quale Gattuso non sembra essersi accorto. Non l’ha invitato alle famose cene con gli azzurrabili e, salvo sorprese, non lo chiamerà per il playoff. Lui lo sa, ma non ha intenzione di mollare. Vuole salvare la Fiorentina, e prendersi il Mondiale. Nel frattempo, voci lo vedono in procinto di cambiare procuratore: dal mega gruppo CAA Stellar, a Giovanni Branchini. Si vedrà. Intanto domani, contro la squadra che lo ha lanciato, cercherà di guidare i suoi verso una vittoria che varrebbe un gran pezzo di salvezza. Lo scrive il Corriere Fiorentino.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Testata giornalistica | Autorizzazione Tribunale di Firenze n.6004 del 03/11/2015
Edimedia editore | Proprietario: Flavio Ognissanti | P. IVA: IT04217880717
CHI SIAMO

© Copyright 2020 - 2026 | Designed and developed by Kobold Studio