Una delle prime mosse di Fabio Paratici da direttore sportivo ombra (prima che diventasse ufficiale) è stata blindare il terzino classe 1998. Una scelta strategica quanto ponderata, perché l’ex dirigente del Tottenham nutre una stima profonda nei confronti di Dodo. Per questo ha voluto toglierlo immediatamente dal mercato, respingendo a priori qualsiasi voce esterna. La scorsa estate il giocatore sarebbe potuto partire a fronte di un’offerta da almeno 30 milioni di euro. Secondo fonti vicine al suo entourage c’era stato un timido approccio del Barcellona, che però non si è mai concretizzato.
La Fiorentina continua a caldeggiare il prolungamento di Dodo, che ha il contratto in scadenza a giugno 2027. C’è ancora in ballo una proposta di rinnovo fino al 2029, con opzione per il 2030 e l’ingaggio adeguato fino a quasi 2 milioni. Un’offerta che gli verrà ripresentata a breve. Poco più che un anno fa si era verificata una divergenza con il club che sembrava insanabile: oggi la società viola fa filtrare una certa fiducia sul buon esito della trattativa. Nelle prossime settimane ci sarà un nuovo incontro tra le parti per conoscere definitivamente le intenzioni reciproche.
Ma Dodo dovrà dimostrare di meritarsi tanta fiducia, non riproponendo più una prestazione come quella di sabato sera. La Fiorentina punta su di lui e lo ha confermato coi fatti a gennaio, ora sta al calciatore prendersi sulle spalle una squadra tornata in difficoltà dopo un periodo di apparente ripresa. Serviranno calma e astuzia, oltretutto il terzino è entrato ufficialmente in diffida avendo subito un’ammonizione a fine primo tempo col Torino. Già dalla gara contro il Como è chiamato a trascinare i suoi compagni come fatto la scorsa stagione: c’è bisogno dell’apporto di tutti. Anche del sorriso di Dodo. Lo scrive il Corriere dello Sport.
