E intanto ha piazzato il Cagliari fisso nell’obiettivo da domenica pomeriggio al Dall’Ara, mentre soffriva e gioiva in tribuna per la vittoria della Fiorentina: che poi il tentativo di esserci vada a buon fine si saprà soltanto sabato. Contro i rossoblù emiliani non c’erano le condizioni, contro i rossoblù sardi chissà, ma la gestione di queste settimane, insieme alla mancata convocazione quattro giorni fa, ha un unico e preciso punto d’arrivo: mettere il numero 20 di nuovo al centro dell’attacco viola. La risalita in classifica è ancora legata al rendimento e ai gol di Kean e sarebbe un errore sottovalutare questo aspetto o, peggio che mai, assegnargli un significato opposto. Lo riporta il Corriere dello Sport.
La domanda è semplice e complicata: ci sarà Kean contro il Cagliari? Semplice perché è talmente ovvia che viene quasi da sé farsela e farla, complicata perché presuppone una risposta certa che ora nessuno ha proprio per la specificità complessa dell’infortunio subìto dall’attaccante durante Fiorentina-Udinese (21 dicembre): uscito a metà ripresa soddisfatto per la doppietta che consegnava la prima vittoria a De Gea e compagni, nulla lasciava presagire quello è stato da lì in avanti, panchina contro la Lazio all’Olimpico e assenza a Bologna comprese per questo motivo. Ora punto e a capo, ma con un’idea travestita da speranza o viceversa che poco cambia: Vanoli ci conta.
È vero che Kean continua il percorso personalizzato, e così è stato anche ieri mattina alla ripresa degli allenamenti, trascorso il martedì di riposo concesso dal tecnico; è vero che di lavoro insieme ai compagni ne svolge poco e non quello in cui esiste la componente rischio dovuta al contatto fisico, però la condizione atletica del centravanti è più che buona, come dimostrano i novanta e passa minuti con il Milan nell’ultima gara disputata, senza tirarsi indietro nei contrasti e nei corpo a corpo (le proteste verso l’arbitro Massa per la marcatura considerata in qualche caso troppo fisica erano anche una forma di autotutela), senza risparmiarsi nella caccia al gol. Sì, il gol. Non un peso le appena 5 reti all’attivo in 19 presenze e 1.533 minuti, men che mai un’ossessione, eppure è difficile scindere la salvezza dai gol di Kean. Piccoli non l’ha fatto rimpiangere a Bologna, Gudmundsson e i centrocampisti (Mandragora su tutti, cannoniere di campionato con ben 6 centri all’attivo) cercano di compensare in fase offensiva ognuno per quello che può, ma Moise là davanti rimane Moise.
