Borja Valero, ex centrocampista della Fiorentina, parla della stagione della viola ai microfoni di Cronache di Spogliatoio: “E’ vero che non è una squadra costruita per salvarsi ma tanti giocatori, soprattutto gli acquisti di questa estate, sono stati presi da squadre che lottavano per rimanere in Serie A. Il vero problema è che l’inizio è stato difficile, il mister non è riuscito a mettere la squadra nelle condizioni di giocare il calcio che lui aveva in mente. A quel punto entri in un vortice negativo: quando sei programmato per stare nella parte sinistra della classifica e dopo poco ti ritrovi nella metà bassa di destra diventa difficile da gestire”.
Su Fagioli: “E’ più una mezzala ma giocare play gli servirà per quando tornerà mezzala, per capire meglio i tempi e il gioco. E’ stato forte di testa nel superare il periodo che ha passato e adesso sta dando un grande contributo”.
Sul reparto offensivo e sui suoi interpreti: “L’attacco sta pagando un po’ il momento della squadra in generale. Anno scorso De Gea parava tutto e Kean segnava sempre, un mix perfetto. Quest’anno, con la difesa non al 100% e gli attaccanti che non segnano, cascano le basi del castello. Kean ha dimostrato comunque di essere importante e, nonostante i pochi gol, anche adesso si sente quando è in campo, i difensori reagiscono in modo diverso quando ce l’hanno davanti, prestano più attenzione”.
I tifosi e l’inizio stagione: “Firenze è una piazza complicata e anche i tifosi avevano in mente un altro inizio di campionato, la squadra ha forse accusato la pressione e da lì è stato come un cane che si morde la coda. A un certo punto però si è capito che la situazione stava diventando veramente brutta, hanno condiviso questa cosa e hanno ricominciato ad andare avanti insieme. Ora squadra e tifo si sono allineati. La lotta è ancora lunga ma la strada è quella giusta. Poteva mettersi anche peggio e sarebbe stato comprensibile da parte della piazza, che all’inizio si aspettava di più. Nonostante tutto, abbiamo visto continue dimostrazioni di supporto da parte del tifo”.
Sulla Conference: “E’ quella competizione che in questo momento è scomoda: può dare fastidio perché stai giocando per salvarti, giochi lontano e rischi infortuni. Per me però non devono lasciarla andare perché può essere un’opportunità per giocarsi qualcosa di più bello. Penso si possano gestire entrambe le cose”.
