E’ intervenuto oggi al Pentasport di Radio Bruno l’agente Andrea D’Amico, che tra i suoi assistiti ha anche Paolo Vanoli. Queste le sue parole: ” Il lavoro che ha fatto Paolo secondo me è importantissimo, sia a livello di collettivo sia a livello di valorizzazione dei singoli, e poi anche nella testa di un gruppo che quando è arrivato Paolo si trovava in una situazione difficile. Il lavoro di Paolo è stato importante a livello mentale, a livello tattico, ci sono state proprio scelte che hanno fatto recuperare autostima al gruppo. Da avere 4 punti ora ne abbiamo 29, con un po’ di attenzione in più potevamo anche avere 7 punti in più, però sappiamo benissimo che il calcio è uno sport episodico. Il capolavoro di Paolo è stato quello di immergersi completamente in questo gruppo e ottenere a tutti i costi il risultato. Quando la stagione comincia male, puoi anche avere giocatori di qualità, ,ma se essi sono inseriti in un collettivo che non funziona… Mi ricordo per esempio il Verona di Malesani con Oddo, Camoranesi, Ferron, Gilardino… retrocesse in Serie B ma quelli poi divennero campioni del mondo. E’ difficilissimo invertire la rotta, a volte i tifosi non capiscono. Quando tu entri e devi cambiare la preparazione, devi cambiare la mentalità, devi cambiare l’atteggiamento tattico, è molto difficile. Paolo ce l’ha messa tutta, col suo staff e sta ottenendo risultati. Poi è chiaro che i conti si fanno a fine campionato. Siamo anche a i quarti di finale di coppa (Conference League ndr) e Paolo ha una certa tradizione positiva con le coppe sia da calciatore sia da allenatore, come l’ultima coppa di Russia con lo Sparta. Sicuramente adesso lui è stato protagonista di questa rinascita, ora bisogna finire il lavoro”.
Sulla possibile conferma: “Noi con la società non abbiamo ancora parlato, adesso conta il fatto che non dobbiamo assolutamente distrarci. Se tu riesci sempre ad avere un atteggiamento sempre presente, sempre applicato, riesci bene anche durante le partite, perché noi abbiamo pareggiato tre partite al 96′ perché la testa era già negli spogliatoi. Bisogna andare avanti, l’imprinting dell’allenatore si vede”.
