Le parole di Daniele Adani all’interno della puntata di “Viva El Futbol” post eliminazione della Nazionale subita per mano della Bosnia che estromette l’Italia dal prossimo Mondiale.
Ecco le parole dell’ex difensore viola, oggi opinionista della Rai.
Sulle convocazioni:
“Se scegli un sistema di gioco, quel sistema di gioco ha qualche pro e qualche contro ma l’interpretazione contro la Bosnia ha molti limiti. La partita non è stata una buona partita ed è figlia di un’interpretazione di un 3-5-2 che poi è un 5-3-2 che ci ha messo nelle condizioni di essere inferiori alla Bosnia. Lo siamo stati quasi in 11, in 10 ti sei completamente concesso e hai avuto occasioni in ripartenza. Siamo andati in vantaggio per un regalo del portiere bosniaco, la scelta non ha pagato e le convocazioni fatte non hanno pagato”.
Sulla partita:
“La Bosnia ha giocato da grande squadra, l’Italia da piccola. Rino ha fatto le sue prime convocazioni col 4-2-4 e poi ha usato i due sistemi. Queste convocazioni le ha fatte per un unico sistema ovvero il 3-5-2. In campo con quel sistema l’abbiamo vissuta con paura e non con coraggio. Politano doveva rincorrere Memic che gioca nel Viktoria Plzen e ci ha fatto un culo cosi’. Noi non siamo stati nè efficaci, nè belli e abbiamo subito la Bosnia. In parità numerica abbiamo costruite due mezze azioni. La Bosnia con l’Italia ha fatto 64 cross, roba da non crederci. Se Kean per la gioia di tutti noi mette la palla sotto la traversa e non sopra, avremmo costruito la nostra filosofia sul doversi difendere e giocare in contropiede”.
Su Dzeko:
“A parlare di Dzeko mi commuovo un po’. La Bosnia è molto di Dzeko, la Bosnia non è come noi che dovevamo scappare da un incubo ma stiamo tutti bene. La Bosnia ha subito uno dei più grandi genocidi della storia. La Bosnia era fuori dal mondo, se la volevano contendere la Serbia e la Croazia. Tanta gente in quella curva piccola è tornata apposta per quella partita dopo essere emigrata all’estero dopo la guerra. Sono tornati vivendo il sogno e si sono ricongiunti sapendo che qualunque cosa sarebbe successa nei due giorni successivi avrebbero festeggiato. Quando Bonucci è entrato in campo l’hanno applaudito tutti. Non hanno fischiato eppure noi eravamo contenti di aver trovato la Bosnia, loro con dignità e con amore si sono racchiusi in tre figure: Barbarez, Spajic ed Edin Dzeko. Tanti giovani che potevano prendere il doppio passaporto hanno scelto la Bosnia. Edin Dzeko trascurato a Firenze, è andato due mesi allo Schalke per mettere il piede nei due gol decisivi per andare al Mondiale. La Bosnia lo ha meritato, c’era amore nell’aria. La Bosnia ha gridato al sogno ed è andato a prenderselo, da italiano ero morto dentro ma da sportivo ho sentito le vibrazioni di un’impresa meritata. Noi critichiamo Zenica ma abbiamo stati fatiscenti ma come ci permettiamo?. Vi ricordate mai di un italiano che ha detto alla sua gente di non fischiare l’inno? Dzeko è stata la prima cosa che ha detto”.
