Se fosse un film la sceneggiatura potrebbe essere simile al blockbuster «Le parole che non ti ho detto». Ma la storia tra Maurizio Sarri e la Fiorentina non è mai stata veramente scritta, se non brandelli di indiscrezioni filtrate con il contagocce dai protagonisti. Uno per la verità: Sarri stesso.
Qui l’attuale tecnico della Lazio troverebbe terreno fertile, non fosse altro perché da sempre è uno dei preferiti della tifoseria che lo identifica come ‘uno di noi’; anche per i suoi trascorsi sui campi di questa periferia, diventata troppo piccola per le sue indubbie qualità. Figline e Antella (voluto tra gli altri dal compianto Franco Ignesti) sono i suoi trampolini che lo hanno portato a conquistare trofei e scudetti, come ricordato dallo stesso ds viola Fabio Paratici, in una recente intervista al Corriere della Sera.
Potrebbe essere questo un indizio? Chissà, difficile saperlo, anche perché la Fiorentina ha in questo momento ben altri pensieri nella testa, come la salvezza. Non un aspetto secondario. Che Sarri piaccia a Firenze e viceversa è risaputo. Che non ci siano mai stati i presupposti, pure. Il futuro di Sarri è incerto, come quello del suo collega viola. Già, perché l’unica certezza è che il contratto che lega Paolo Vanoli alla Fiorentina scadrà a giugno. Senza vincoli. E da qui si ripartirà. Con la serie A blindata, come tutti si augurano. Lo scrive La Nazione.
