E’ una giornata storica, quanto decisiva per il momento calcistico italiano. E’ in corso il vertice fra tutte le componenti federali alla presenza dell’ex presidente della Federcalcio Gabriele Gravina che ha rassegnato le proprie dimissioni da numero uno della FIGC. Una sorte che sembra comune al nostro commissario tecnico Gennaro Gattuso che, dopo qualche ora di riflessione, ha scelto di fare un passo indietro (manca l’ufficialità) e rinunciare alla panchina della Nazionale dopo la disfatta in Bosnia che è costata la qualificazione ai prossimi Mondiali che si terranno in estate fra Canada, Stati Uniti e Messico.
In questa fase di assesto, di ricostruzione e di possibile rivoluzione, sorge il dubbio su chi possa essere il prossimo CT dell’Italia: fra candidature importanti come quelle degli allenatori di Milan e Napoli, rispettivamente Massimiliano Allegri e Antonio Conte, e suggestioni estere come il profilo del manager del Manchester City Pep Guardiola, ecco che torna in auge l’eventualità di un ritorno come potrebbe essere quello di Roberto Mancini, attuale tecnico dell’Al Sadd. Nella lunga lista dei profili che saranno considerati dal futuro numero uno della FIGC (a seconda di quale sarà l’esito dell’assemblea straordinaria fissata per la giornata di oggi, giovedì 2 aprile, e ipotizzando anche l’eventualità di un ripescaggio ai Mondiali per i colori azzurri), l’allenatore dell’Al Sadd Roberto Mancini può tornare fortemente in auge per la guida di un gruppo che deve ritrovare smalto, entusiasmo e consapevolezza nei propri mezzi e nelle proprie abilità. Mancini conosce bene l’ambiente di Coverciano – avendo già guidato l’Italia dal luglio 2018 all’agosto 2023 – e potrebbe essere l’uomo giusto che può mettere d’accordo tutte le opinioni e i pensieri delle componenti del consiglio federale, in vista di una riprogrammazione del calcio azzurro.
Come sottolineavamo, si tratterebbe di un ritorno per Roberto Mancini come commissario tecnico dell’Italia. Dopo una lunga carriera da tecnico alla guida di squadre blasonate come Fiorentina, Lazio, Inter, Manchester City, Galatasaray e Zenit San Pietroburgo, l’avventura dell’allora 53enne (oggi 61enne) allenatore comincia ufficialmente in data 1° luglio, con la prima sfida che arriva contro la Polonia il 7 settembre successivo (un pareggio per 1-1 in Nations League). Tre gare senza vittorie, il primo successo di Mancini come CT dell’Italia arriva sempre contro la Polonia e sempre in Nations League: 1-0 in trasferta, con goal nei minuti di recupero di Biraghi. Da quella vittoria (e dal precedente pareggio con l’Ucraina dopo la prima sconfitta con il Portogallo), arriva uno dei periodi più floridi e importanti nella storia della Nazionale azzurra. Dal 10 ottobre 2018 al 6 ottobre 2021: tre anni – circa – di completa imbattibilità per gli Azzurri che centrano la bellezza di 37 risultati utili consecutivi, composti da 7 pareggi e ben 30 successi. In questo lungo periodo arrivano anche due strisce (la prima di ben 11, mentre la seconda di 15) straordinarie di vittorie fra tutte le competizioni (Nations League, Qualificazioni agli Europei, Europei, Qualificazioni ai Mondiali e Amichevoli). Un primato assolutamente storico, un record che – sino a quel momento – sarebbe rimasto scolpito nella storia e che hanno contribuito all’ottima media punti centrata da Mancini: 58 partite alla guida dell’Italia e 2,17 punti conquistati.
In mezzo a questo grande periodo di successi e di ottimale stato di salute per l’Italia è arrivato anche l’ultimo grande traguardo raggiunto dalla nostra Nazionale nel recente periodo: la vittoria degli Europei 2020 (disputati nel 2021, a causa dell’emergenza da pandemia Covid-19). Gli Azzurri non partivano con i favori del pronostico, ma la forza del gruppo unita alla sapienza di Roberto Mancini e del compianto Gianluca Vialli è riuscita a creare l’ultimo vero miracolo sportivo della nostra Nazione nel mondo del calcio. Un lampo di luce in un tunnel buio. L’Italia – nell’Europeo itinerante, il primo nella storia – chiude il proprio girone con tre successi su tre partite, grazie alle vittorie per 3-0 sulla Turchia, altrettanto sulla Svizzera e per 1-0 sul Galles. Agli ottavi di finale, servono i supplementari per avere la meglio sull’Austria, prima di sconfiggere il Belgio ai quarti e la Spagna ai calci di rigore, accedendo ala finalissima di Wembley contro l’Inghilterra. La sfida parte male con la rete dopo pochi minuti di Shaw, ma gli Azzurri e trovano la rete del pareggio con Bonucci nella ripresa: la gara terminerà poi ai rigori, con le parate decisive di Donnarumma a regalare il secondo trofeo continentale nella storia dell’Italia.
Lo riporta calciomercato.com
