Chiusa la parentesi Conference infatti, e prima di ridar spazio alla Fiorentina Due nella sfida di ritorno, il mister è pronto a varare una nuova rivoluzione ripresentando una formazione molto simile a quella capace di schiantare il Como a domicilio. Riecco quindi De Gea, e davanti a lui Dodò, Pongracic, Ranieri (ormai conclamato il contro sorpasso su Comuzzo) e Parisi.
E poi Fagioli, a cui ovviamente spetterà il compito di dirigere l’orchestra, e ai suoi lati Brescianini e, al posto dello squalificato Mandragora, molto più Ndour di Fabbian. E là davanti? Il punto interrogativo non riguarda tanto i titolari, visto che tutto porta verso la conferma di Harrison, Kean e Solomon, ma la panchina. Il riferimento è a Gudmundsson, e ad una caviglia che gli ha creato forse qualche preoccupazione in più del previsto.
Alla fine però, stando a quanto emerso dalla rifinitura di ieri, l’islandese dovrebbe esserci. Convocato (la risposta definitiva arriverà stamani) e pronto a fare il suo a gara in corso qualora ce ne fosse bisogno. Presente lui (probabilmente) e presente Rugani. L’ex Juventus ha smaltito il guaio al polpaccio e adesso l’obiettivo, centrata la prima convocazione, è trovare una condizione che gli permetta (anche) di poter giocare dal primo.
Nel frattempo, oggi si accomoderà in panchina. Per prendere contatto col Franchi e capire l’effetto che fa quando, nonostante tutto, decide di diventare il dodicesimo uomo di viola vestito. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
