A Bialystok il calcio è una questione di famiglia. E quando si pronuncia il cognome Dragowski, il tempo sembra fare un salto: dagli anni ruggenti dello Jagiellonia a metà tra gli ’80 e i ’90, alle notti europee di oggi. Dariusz Dragowski, ex bandiera giallorossa con oltre 100 presenze, non ha mai lasciato la città. Li è nato, lì vive, lì ha visto crescere il figlio Bartlomiej, sbocciato nel vivaio dello Jagiellonia prima di sbarcare la Firenze nel 2016. Giovedì, in coppa, sarà proprio la Viola a incrociare la sua squadra. Lo riporta La Nazione.
Una sfida che per Dariusz è un intreccio di memoria e appartenenza. «Sì, per Bialystok sarà la partita dell’anno. Una vera e propria festa».
Dariusz, parliamo del meteo: sarà un alleato dello Jagellonia?
«A quanto pare, la gara giovedì si giocherà a -3°C, quindi non ci sarà un gelo cosi intenso. Almeno per come siamo abituati noi (ride, ndr)».
Quanto conta l’Europa per lo Jagellonia?
«Tanto, al di là del 1º posto in campionato. Ogni squadra che partecipa alle competizioni europee vuole arrivare il più lontano possibile».
Che squadra è quella giallorossa?
«Lo Jagiellonia è una delle migliori squadre del campionato polacco. La forza risiede nell’equilibrio della rosa e nella bravura del suo allenatore. Attenti poi a Jesus Imaz: è lui la stella».
Che ricordi ha degli anni a Firenze di Bart?
«Firenze è una città bellissima ed è un orgoglio che i miei nipoti siano nati li. Bart, poi, ha vissuto due anni belli in viola, anche se magari non molto fortunati».
E intanto Bart, da poco, è tornato in Polonia al Widzew Lodz: quanto è felice?
«Molto, perché è entrato a far parte di un club con un grande progetto. Ma soprattutto, adesso vivo a soli 300 km dai miei nipoti…».
