La Fiorentina ha chiuso per l’arrivo di Daniele Rugani dalla Juventus in prestito a 500 mila euro con obbligo di riscatto legato alla salvezza. Il difensore centrale classe 1994 non ha bisogno di molte presentazioni essendo ormai in Serie A da diversi anni. Un palmares importante con 6 scudetti, 4 coppe Italie e 2 supercoppe. Da anni è ormai il jolly difensivo della Juventus, un difensore di buon livello che accetta la panchina e quando c’è da giocare entra e garantisce prestazioni affidabili. Eppure c’è un aspetto che preoccupa in vista del suo passaggio alla Fiorentina.
Si potrebbe pensare che in questi anni a Torino ha avuto poca continuità per il livello dei titolari, che a dire il vero Bremer a parte nelle ultime stagioni è molto calate. Ma di fatto Rugani negli ultimi 10 anni non ha mai giocato una stagione da più di 25 presenze in tutte le competizioni, non trovando continuità neppure lontano da Torino. Nel 2020 infatti dopo essere finito ai margini della Juventus nella stagione prima lascia l’Italia per andare al Rennes, esperienza a dir poco fallimentare con un infortunio alla coscia che lo lascia fuori tutta la prima parte di stagione. Lascerà il Rennes a Gennaio per il Cagliari dove parte da titolare salvo poi perdere il posto nel finale di stagione con i Sardi alla ricerca di una disperata lotta salvezza.
La scorsa stagione invece corteggiatissimo da Farioli si unì all’Ajax, dove però fece l’ennesima stagione da comparsa. 25 presenze di cui sole 15 in Eredivise e appena 7 da titolare. Quest’anno è tornato alla Juventus ma fin qui ha giocato poco complice anche un infortunio al mediale che lo sta tenendo tutt’ora lontano dal campo.
Insomma la Fiorentina ha e aveva bisogno di un leader per la sua difesa. Un giocatore che prendesse in mano le redini della difesa viola e guidasse il reparto ad una ritrovata serenità. Difficile dire se Rugani sarà in grado di farlo, quello che è certo è che nel caso ci riuscisse sarebbe un unicum nella sua carriera (tolta la prima esperienza ad Empoli). Adesso tocca a lui dimostrare di essere in grado di rispettare le aspettative che si avevano su di lui a inizio carriera
