La Fiorentina dà segnali di crescita ormai da diverse settimane, ma resta una squadra ancora incompiuta. Il lavoro di Vanoli procede, tuttavia la fase difensiva continua a richiedere interventi strutturali: sistemarla sarà un passaggio inevitabile e non è affatto scontato che l’organico attuale sia sufficiente per colmare tutte le lacune.
Se dietro persistono i dubbi, davanti il discorso cambia nettamente. Il potenziale offensivo non manca: la spinta costante di Gosens e Dodô sulle corsie, la regia a tratti ispirata di Fagioli, la fantasia intermittente ma preziosa di Gudmundsson. Soprattutto, una coppia di centravanti che, almeno sulla carta, dovrebbe garantire un rendimento decisamente più incisivo.
Ed è proprio qui che emerge la frattura più evidente. L’attacco è oggi il vero nodo irrisolto della Viola. I dati parlano chiaro: anche nei momenti di maggiore difficoltà, la Fiorentina ha continuato a costruire occasioni. Con 36,9 Expected Goals creati, è quinta in Serie A, addirittura davanti al Napoli che l’ha superata 2-1 nell’ultima sfida al Maradona. Il problema è la traduzione di quel volume di gioco in reti: solo 25 gol segnati, che valgono l’undicesimo posto per produzione offensiva, dietro anche a squadre come Cagliari, Genoa e Sassuolo.
Lo scarto tra occasioni e gol pesa soprattutto sulle spalle delle due punte. Kean e Piccoli hanno realizzato complessivamente 7 reti in 2.579 minuti giocati: cinque il primo, due il secondo. Un dato che trova ulteriore conferma nelle statistiche sulle grandi occasioni fallite in Serie A 2025/26: Kean guida questa poco invidiabile classifica con 15 chance sprecate, al pari di Lautaro Martínez. Alle sue spalle Orban (11), poi Piccoli e Pio Esposito a quota 9. Numeri che certificano come il problema non sia la produzione offensiva, ma la mancanza di freddezza negli ultimi metri.
Non sorprende quindi che il miglior marcatore stagionale resti Rolando Mandragora con 6 gol, un dato che va oltre il momento negativo dei singoli e fotografa con precisione il problema centrale della Fiorentina: una squadra che arriva con continuità negli ultimi metri, ma che al momento decisivo continua a mancare di cinismo e concretezza.
