La Fiorentina è pronta a presentarsi al bivio del Maradona con il serbatoio offensivo in riserva. Sabato a Napoli i viola rischiano di scendere in campo senza una vera prima punta di ruolo. Un’emergenza totale, figlia di infortuni, scelte di mercato e di una sfortuna che si è accanita sull’attacco. L’ultima tegola è arrivata martedì col Como: Roberto Piccoli si è fermato per un risentimento all’adduttore della coscia destra, problema che si aggiunge ai guai alla caviglia di Kean, ancora alle prese con un programma di recupero personalizzato e reduce da tre tribune consecutive. A completare il quadro, la partenza di Edin Dzeko verso lo Schalke 04.
Risultato: Paolo Vanoli si ritrova a preparare il match senza riferimenti offensivi, col solo Braschi della Primavera come centravanti naturale a disposizione. Nessuno, in casa viola, azzarda previsioni. Lo scenario più probabile, però, prende forma ora dopo ora: Piccoli sta cercando di evitare il forfait anche sulla base di un cauto ottimismo, mentre Kean potrebbe rivedere la panchina.
Chi allora al centro dell’attacco? Le ipotesi sono tre. Gudmundsson, già utilizzato da «falso nueve» nel finale con il Como, rappresenterebbe la soluzione più creativa. Fabbian è un’idea già valutata alla vigilia dell’ultimo match, mentre Kouame – pur ai margini del progetto – ha risposto presente giocando 84′ con la Primavera. L’opzione Braschi dal 1′, per ora, non sembra percorribile. In un contesto già complicato, la seduta di ieri ha però restituito qualche sorriso: Parisi è tornato in gruppo mentre crescono le chance di rivedere anche Dodo e Mandragora. Lo riporta La Nazione.
