Alfredo Pedullà, intervenuto su Sportitalia, ha ricordato Rocco Commisso, venuto a mancare nella notte, con parole profonde e personali.
«Io lo chiamo il fratello calabrese, perché per me resta un fratello. È un gigante, ma non parlo dell’imprenditore: parlo dell’uomo. Un uomo di altri tempi, incredibile. Spesso si dice così quando una persona ci lascia, ma in questo caso sarebbe bastato parlare cinque minuti con Rocco Commisso per capire la profondità non dell’imprenditore, che ha fatto cose straordinarie, ma della sua umanità. Aveva sempre un sorriso, un ottimismo, una positività contagiosa».
Pedullà ha poi aggiunto:
«Dal mio punto di vista si poteva bypassare qualsiasi argomento calcistico. Nella vita ha fatto cose incredibili dal punto di vista professionale, eppure era quasi sempre lui a darti una parola di incoraggiamento, anche in situazioni che non erano di sua competenza».
Infine il riferimento agli ultimi mesi:
«Ho avuto la fortuna di conoscerlo bene durante l’esclusiva che abbiamo realizzato tra settembre e l’autunno del 2022. Nell’ultimo periodo, secondo me, in tanti non hanno capito quali fossero davvero le sue condizioni. Si è continuato a parlare di Fiorentina, mentre lui stava affrontando una situazione personale molto difficile. Questo mi è dispiaciuto, perché non c’entrano Fiorentina, Milan, Inter o il calcio in generale, quando una persona, da lontano stava cercando di risolvere situazioni molto meno importanti rispetto alla sua. ».
