Nella Fiorentina capace di collezionare 7 punti nelle ultime 4 giornate c’è un giocatore che più di ogni altro è salito in cattedra e ha saputo stravolgere il senso delle proprie prestazioni e di quelle della squadra. La classifica rimane complicata, ma se la Fiorentina può intravedere la luce in fondo al tunnel una rilevante parte di merito non può che andare a Nicolò Fagioli. La prova contro la Lazio del classe 2001 ne ha certificato la crescita e ne ha allontanato, forse definitivamente, i fantasmi di inizio stagione, quelli di un giocatore allora timoroso e spaesato. «Da quando sono arrivato ha fatto prestazioni davvero importanti. L’elogio a lui va nella continuità di prestazione: nessuno pensava potesse fare il play, invece lo sa fare», ha detto Vanoli al termine della partita.
E in effetti, in una miscela tra tattica e carattere, Vanoli è riuscito lì dove Pioli aveva solo tentato. I numeri di Fagioli, vertiginosamente in ascesa dalla gara con il Verona, anche contro i biancocelesti fotografano l’eccellenza della prestazione: 92 tocchi con 78 passaggi tentati e il 93,6% di precisione, 12 ingressi nella trequarti avversaria con 5 occasioni create, 6 possessi guadagnati e 5 duelli vinti. Dulcis in fundo l’assist per l’1-1 di Gosens, il terzo del suo campionato.
La sua centralità si avverte in svariati dettagli, a partire dal maggior numero di tocchi — al punto che Fagioli ha centrato quattro delle sue migliori prestazioni stagionali nelle ultime cinque gare, sotto questo punto di vista — ma anche della tipologia dei passaggi: l’ex Juventus, più nel vivo del gioco, si affida con più sicurezza ai cambi di gioco e alle verticalizzazioni, basti pensare che nelle ultime 5 gare i lanci sopra i 25 metri di Fagioli sono stati 63, un dato già superiore ai 62 raccolti nelle prime 13 giornate. Il centrocampista viola è inoltre ora quarto nell’intera serie A per grandi occasioni create (9) e ottavo per passaggi chiave (32).
«Deve essere ambizioso e guardare anche alla Nazionale», ha aggiunto Vanoli. La Fiorentina sa di poter finalmente contare su Fagioli: guai a considerare questo, però, un punto d’arrivo. Per uscire dalle sabbie mobili come squadra, e consacrarsi a livello individuale, il percorso è appena cominciato. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
