Una rondine non fa primavera, è vero, ma Nicolò Fagioli sta alzando i giri del motore in un momento drammatico per la Fiorentina e per questo gli vanno dati i giusti meriti. In Fiorentina-Udinese Paolo Vanoli si è giocato il tutto per tutto cambiando modulo, optando per un inedito 4-3-3. Ma nonostante ciò, Fagioli è stato posizionato ancora una volta davanti alla difesa. Il centrocampista italiano, partita dopo partita, sta mostrando una crescita. Il gioco dei viola deve nascere dalle sue giocate, dalle sue geometrie. In questi anni abbiamo imparato a conoscere Nicolò, ha bisogno di fiducia e di continuità per performare.
L’ex Juve nella serata di ieri si è caricato di responsabilità, non ha avuto paura di andarsi a prendere il pallone e soprattutto di giocare in avanti. In qualche occasione ha anche azzardato delle verticalizzazioni che hanno poi giovato ai calciatori offensivi viola e trovato delle geometrie giuste per lo sviluppo del gioco. Ma non solo, il centrocampista ha anche messo in luce una delle “specialità della casa”, il lancio in profondità di cinquanta metri che ha spesso infastidito la difesa friulana. Il giocatore sicuro di sé visto con l’Udinese è sicuramente quello di cui ha bisogno la Fiorentina per risalire la china, poiché nonostante i tre punti la classifica è da brividi e salvarsi è una missione tutt’altro che semplice, ma possibile.
Fagioli dopo il ko nella scorsa partita di campionato contro il Verona, in conferenza stampa alla vigilia della gara di Conference, consapevole della crescita che sta vivendo a livello individuale, aveva dichiarato: “Con l’Hellas la mia miglior prestazione stagionale. Lo scorso anno ho fatto bene fino a marzo. Mi piace giocare sia mezzala che davanti alla difesa, gioco dove vuole il mister”. Parole che sottolineano il suo essersi completamente messo a disposizione della squadra.
I numeri hanno confermato l’ottima gara giocata da Fagioli contro l’Udinese al Franchi, nessun giocatore ha fatto più passaggi chiave di lui (8). Da segnalare anche i due assist messi a referto, il primo arrivato sull’1-0, quando ha toccato la palla nella punizione in cui Mandragora ha trovato il gol. Il secondo invece, in occasione del 3-0, un cross con i giri contati che Ndour di testa ha trasformato in rete.
Contro il Parma, il 27 dicembre, in un’altra partita importantissima per i viola, Nicolò è chiamato a fare un’ulteriore performance di livello, perché in questo momento le chiavi del centrocampo gigliato sono nelle sue mani, anzi no, nei suoi piedi.
