
L’allenatore Vincenzo Montella, ora ct della Turchia ed ex allenatore della Fiorentina ha rilasciato un’intervista a Sportweek. Queste le sue parole sul paese: “La Turchia è meravigliosa, affascinante a tratti struggente, con scorci da restare a bocca aperta. Essere il Ct è motivo di grande orgoglio per me. Sento una enorme responsabilità. Ricopro un ruolo importantissimo visto il profondo nazionalismo e attaccamento alla bandiera che hanno i turchi. Il calcio viene vissuto con una passione incredibile. Per strada mi fermano, mi abbracciano e mi ringraziano. Farà di tutto per dare soddisfazioni a un popolo che mi ha accolto con affetto e stima. La Turchia prima con un club e ora con la Nazionale mi ha regalato una nuova fase della carriera permettendomi di voltare pagine dopo un periodo non semplice, in cui in assenza di risultati per una serie di colpe non solo mie, il calcio italiano mi aveva un po’ girato le spalle.
Ci sta essere giudicati per i risultati: alcuni non erano stati buoni, lo accetto. Ma mi è spiaciuto passare per freddo e presuntuoso. Quando nel calcio ti appiccicano addosso un’etichetta, fatichi a toglierla e magari anni e anni di lavoro, fatica, crescita e risultati vengono messi in secondo piano. Detesto il vittimismo, ma non lo trovo giusto. Magari io non sono stato sempre capace a dimostrare il contrario, ma nei miei atteggiamenti non c’è mai stata presunzione, solo riservatezza e rispetto dei ruoli. Come dopo i gol delle mie squadre: quando i miei giocatori esultano io elaboro, penso a quello da fare subito dopo, ma non significa che dentro non provo la stessa gioia. In questa esperienza turca però sto certamente esternando di più le mie emozioni”
IL PARERE DI TREVISANI SU BELTRAN