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Viviano: “Avrebbe potuto chiamare il Real Madrid ma avrei scelto la Fiorentina: era il mio sogno”

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Viviano: “Avrebbe potuto chiamare il Real Madrid ma avrei scelto la Fiorentina: era il mio sogno”

Redazione

9 Febbraio · 17:17

Aggiornamento: 9 Febbraio 2026 · 17:20

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Le parole d'amore di Emiliano Viviano che ripercorre alcuni aneddoti della sua carriera come la soddisfazione di giocare con la maglia viola

Lunga intervista di Emiliano Viviano alla Gazzetta dello Sport.
Tra i vari aneddoti raccontati dall’ex portiere della Fiorentina c’è anche il rapporto con Roberto Baggio e la stagione disputata con la maglia viola allenata da Montella.

Sugli inizi da attaccante:
“E contemporaneamente il ciclista, fino a 12 anni: avevo un futuro ma si faceva troppa fatica. Io il cardio non l’ho mai sopportato: meglio 1500 tuffi e quattro ore di palestra del cardio. Mi sono sempre allenato al venti per cento, forse anche meno: avevo un tale strapotere fisico che potevo permettermelo, mi veniva tutto facile, però poi alla lunga ti arriva il conto”. 

Su Zeman:
“Un giorno mi guarda strano: ‘Perché non corri?’. ‘Mister, ho fatto il portiere per non correre’. ‘E allora non correre’. Altra categoria: un giorno mi vede fumare nascosto dietro al pullman: ‘Che fai ti nascondi?’. ‘No mister, ma non è bello che si veda che un calciatore fuma’. ‘Guarda che si nasconde solo chi ruba’”.

Sul rapporto con Baggio:
Io sono fiorentino, sono nato a metà degli anni 80, per noi lui era religione”. 

Sulla stagione con la Fiorentina:
No, guardi: se sei tifoso marcio di una squadra, se c’è un amore incondizionato, non ci sono se e ma, la dimensione temporale non conta. Quando mi cercò la Fiorentina, per me potevano telefonarmi contemporaneamente il Real Madrid e il Manchester United e io sarei andato alla Fiorentina. Era il sogno della mia vita, e per un sogno non c’è un poco o un troppo. C’è il sogno, e basta”. 

Su Baggio:
Si immagini quando al primo allenamento da aggregato della Primavera lo vedo entrare nel nostro spogliatoio per presentarsi. Si è seduto con noi, ci ha chiesto come andava e quando ha sentito il mio accento mi ha chiesto ‘Ma sei di Firenze tu?’: gli occhi gli si sono illuminati. Varie persone del mio quartiere mi dicevano: ‘Se lo vedi, saluta Baggio’. Pensavo fosse la solita frase fatta, in verità era tutta gente con cui Robi era andato a caccia”. 

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