Lunga intervista di Emiliano Viviano alla Gazzetta dello Sport.
Tra i vari aneddoti raccontati dall’ex portiere della Fiorentina c’è anche il rapporto con Roberto Baggio e la stagione disputata con la maglia viola allenata da Montella.
Sugli inizi da attaccante:
“E contemporaneamente il ciclista, fino a 12 anni: avevo un futuro ma si faceva troppa fatica. Io il cardio non l’ho mai sopportato: meglio 1500 tuffi e quattro ore di palestra del cardio. Mi sono sempre allenato al venti per cento, forse anche meno: avevo un tale strapotere fisico che potevo permettermelo, mi veniva tutto facile, però poi alla lunga ti arriva il conto”.
Su Zeman:
“Un giorno mi guarda strano: ‘Perché non corri?’. ‘Mister, ho fatto il portiere per non correre’. ‘E allora non correre’. Altra categoria: un giorno mi vede fumare nascosto dietro al pullman: ‘Che fai ti nascondi?’. ‘No mister, ma non è bello che si veda che un calciatore fuma’. ‘Guarda che si nasconde solo chi ruba’”.
Sul rapporto con Baggio:
“Io sono fiorentino, sono nato a metà degli anni 80, per noi lui era religione”.
Sulla stagione con la Fiorentina:
“No, guardi: se sei tifoso marcio di una squadra, se c’è un amore incondizionato, non ci sono se e ma, la dimensione temporale non conta. Quando mi cercò la Fiorentina, per me potevano telefonarmi contemporaneamente il Real Madrid e il Manchester United e io sarei andato alla Fiorentina. Era il sogno della mia vita, e per un sogno non c’è un poco o un troppo. C’è il sogno, e basta”.
Su Baggio:
“Si immagini quando al primo allenamento da aggregato della Primavera lo vedo entrare nel nostro spogliatoio per presentarsi. Si è seduto con noi, ci ha chiesto come andava e quando ha sentito il mio accento mi ha chiesto ‘Ma sei di Firenze tu?’: gli occhi gli si sono illuminati. Varie persone del mio quartiere mi dicevano: ‘Se lo vedi, saluta Baggio’. Pensavo fosse la solita frase fatta, in verità era tutta gente con cui Robi era andato a caccia”.
