28 Febbraio 2021 · 19:21
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Sconcerti: “Chiesa? Vicino ad essere un fuoriclasse ma gli elogi sono sproporzionati”

Sono un tifoso di Chiesa della prima ora, fin da quando Paulo Sousa ebbe l’intuizione di farlo debuttare alla prima giornata di tre stagioni fa contro la Juve. Sbagliò il ruolo, Sousa, trovò per Chiesa una posizione da numero dieci, tra le linee, che non sarà mai la sua, ma credo gli servisse la velocità del ragazzo per disturbare il gioco degli altri. Sono un tifoso di Chiesa molto convinto, ma trovo sproporzionata la danza di elogi che impazzisce adesso intorno a lui. Ha giocato appena qualche minuto venerdì scorso a Bologna, ha fatto un tiro deviato da un difensore e ha preso un rigore mentre era sul fondo dell’area quasi spalle alla porta. Non è inoltre una scoperta di oggi, Chiesa è già un giocatore ufficialmente con un valore sul mercato tra i 70 e i 100 milioni, dov’è la novità? Tutto deriva dal fatto che Mancini lo ha tenuto fuori con la Polonia? Se è così non aveva tutti i torti. Chiesa non è in un grande momento di forma, non ha continuità nella partita. Lui lo sente, infatti spesso forza la giocata e perde palla. Decide spesso le gare perché ha un altro passo, perché è vicino a essere un fuoriclasse, di questo ha già l’imprevedibilità nelle direzioni e delle idee, ma può e deve migliorare ancora tanto. Quando si parla della criticità dei giovani nel calcio, mi viene sempre da pensare alla mancanza di misura che cade sulle spalle di ragazzi improvvisamente eroi, improvvisamente miliardari, improvvisamente tutto. Quasi ancora dovendo cominciare. Ho l’impressione sia un effetto della magrezza dell’argomento Italia. Abbiamo poco, quindi esaltiamo immediatamente tutto. Che differenza può esserci tra il Chiesa che giocherà stasera in Portogallo da salvatore e quello che era prima dei dieci minuti giocati con la Polonia? Vi assicuro, nessuna. Ma lui stasera sarà già inopinatamente giudicato come l’iniziatore di un’epoca, l’uomo di un destino che infatti manca da troppo tempo. Auguri Federico.

Mario Sconcerti, Corriere della Sera

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