Hans Nicolussi Caviglia è stato presentato come nuovo giocatore della Fiorentina dalla sala stampa del Viola Park, queste le parole del centrocampista viola:
“Vero che erano interessate a me anche Torino e Bologna ma poi c’è stata questa opportunità e l’ho scelta perchè qui si riesce a lavorare bene. Mi piace il golf da qualche anno, trovo alcune analogie con il calcio: la pazienza, la riflessione, l’attenzione prima del gesto tecnico come può essere sui calci piazzati.
Con Kean ho un rapporto fantastico, dai pulcini siamo cresciuti insieme, negli ultimi non ho avuto più la possibilità di giocare con lui, è un ragazzo per bene e si merita tutto il bene che sta facendo. Ho scelto il numero 14 perchè è la data di nascita di mia sorella ed anche perchè è stato il numero di Crujff, sia per quello che ha fatto da calciatore ma anche fuori dal campo come allenatore per due suoi concetti importanti: disciplina e creatività. Sono insegnamenti suoi che mi porto dietro.
Sono un centrocampista centrale che può giocare sia a 2 che a 3, ho sempre giocato con Fagioli sin dalla primavera, possiamo coesistere. Per me questa settimana è il centro di tutto, posso iniziare a lavorare per bene con calma, il mister può contare su più caratteristiche ed è importante. In questo momento sto rileggendo l’Iliade, anche se lo aveva letto già a scuola perchè nei poemi ci ritrovi tanto e ci sono tanti aspetti sui cui puoi riflettere e imparare
La stagione scorsa è stata amara per il finale, ma ho sviluppato delle qualità come la comunicazione, sono stato un leader, non è finita nel migliore dei modi ma ho imparato tanto. Con Duncan ho un rapporto positivo, con lui mi sono trovato bene dentro e fuori dal campo. Lui a Firenze è stato bene, sono stato con lui fino all’ultimo, mi ha parlato bene di questa piazza
Sui calci piazzati mi sono allenato con Pjanic, ho preso ispirazione da lui, mi piace come calcia che gioca in Inghilterra. Per me essere un regista vuol dire partecipare attivamente al gioco, giocare in verticale è la cosa più importante perchè in squadra abbiamo tanti giocatori che attaccano la profondità.
Allegri mi ha insegnato la gestione dei momenti della gara, lui è molto bravo su questo. Da Di Francesco ho imparato le mie doti da leader, l’orientamento del corpo, vedere prima le giocate. Per me giocare la finale di Coppa Italia è stato molto importante, poi avevo bisogno di questo step di crescita andare a Venezia. Le parole di Thiago Motta mi hanno fatto piacere, io mi alleno sempre al massimo, poi sono stato prese altre scelte. Il passaggio alla Fiorentina lo vedo come uno step di crescita
Ogni giocatore deve crescere in tutto, io devo migliorare per esempio nei colpi di testa, penso che anche le cose che pensi di saper fare bene devi sempre svilupparle e lavorarci in allenamento. Da ogni allenatore avuto ho preso una cosa diversa, in Davide Nicola incontro una persona di spessore, ho sempre piacere ad incontrarlo”
