Ma siamo proprio sicuri che la Fiorentina abbia poca voglia di continuare a correre in Conference? O che, diciamo le cose come stanno, in casa viola si consideri la competizione europea una sorta di impiccio, di ostacolo in più, sulla salita da scalare per arrivare alla salvezza in campionato?
Occhio a rispondere in fretta a queste domande e occhio, soprattutto, a rispondere con un sì, facilmente argomentabile, con il fatto che la squadra di Vanoli deve pensare più al Pisa (o all’Udinese) che non all’avversario di coppa. Occhio, perché la realtà potrebbe essere un’altra ed opposta a quella che sembra essere diventato il tormentone del momento (ovvero, addio Conference, pensiamo a salvarci).
Il discorso è questo. E questi sono i termini con cui Paratici dovrebbe aver affrontato la questione con Vanoli e lo spogliatoio: se la tabella di marcia (grazie alla vittoria a Como) può permettere alla Fiorentina di mettersi al sicuro dal rischio B in un mesetto (le prossime quattro partite) è altrettanto vero che una maggiore, ritrovata e sicura tranquillità viola nelle acque del campionato, potrebbe ravvivare interesse e concentrazione in Conterence.
Si, esattamente, in quella Conference che una volta scavalcato il playoff in programma fra domani e giovedì 26, entrerà nel vivo con gli ottavi di finale. E la finale nel mirino. Traduzione: salvandosi, come Paratici ha chiesto al gruppo, il prima possibile, la Fiorentina avrà la possibilità di mettere nel mirino e battersi per provare a chiudere la stagione sul palcoscenico della competizione internazionale con un risultato che avrebbe un valore pesantissimo nella rivalutazione di questa stagione fatta di incubi e sofferenze. E allora ecco che la Fiorentina, oltre a non poter (volere) considerare la Conference una strettoia inutile, può prendersi il lusso di rivalutarla e considerarla così la chiave da girare per regalarsi quei sorrisi che non sono mai arrivati in campionato. Lo riporta La Nazione.
