La Fiorentina è chiamata a cambiare pelle proprio nel momento più delicato della stagione. L’assenza forzata di Albert Gudmundsson, anche se meno pesante del previsto dal punto di vista clinico, costringerà infatti Paolo Vanoli a ridisegnare l’assetto offensivo della sua squadra in una fase in cui ogni dettaglio può fare la differenza. L’islandese, salvo sorprese, sarà costretto a saltare sia la trasferta di San Valentino a Como che l’impegno di Conference contro lo Jagellonia, con l’obiettivo concreto di tornare a disposizione per il derby salvezza di lunedì 23 contro il Pisa. Fino ad allora, però, serviranno idee nuove.
In un contesto che resta estremamente teso (la classifica ad oggi imporrebbe solo certezze sul campo e non nuovi esperimenti) la fortuna di Vanoli è rappresentata dal mercato di gennaio, che ha consegnato alla Fiorentina due esterni offensivi già pronti all’uso. Manor Solomon è senza dubbio l’innesto che ha convinto di più: l’israeliano è parso fin da subito incisivo e sicuro dei suoi mezzi, come testimoniano le recenti reti realizzate contro Napoli e Torino. Segnali incoraggianti (se pur più timidi) sono arrivati però anche da Jack Harrison, che sabato scorso contro i granata ha messo a referto il suo primo assist in Serie A, propiziando il momentaneo 2-1 firmato da Kean.
Non solo volti nuovi, però. Dopo l’infortunio al bicipite femorale sinistro di fine gennaio, gli ultimi turni hanno permesso al tecnico di ritrovare a pieno regime anche Fabiano Parisi. Tornato terzino nell’ultima uscita, ruolo che rientra da sempre nelle sue caratteristiche naturali, l’ex Empoli potrebbe essere nuovamente avanzato nei prossimi impegni, posizione nella quale di recente si è fatto più volte apprezzare. Gosens, infatti, è pronto a tornare titolare sulla corsia sinistra difensiva già a Como, liberando Parisi per giocare più alto.
Ma quali saranno le scelte contro la macchina da gol di Fabregas? L’idea di partenza sembra quella di passare in modo definitivo al 4-3-3, con Solomon sicuro di una maglia da titolare a sinistra, zolla da cui ha già colpito al Franchi. Sul lato opposto, invece, si profila un ballottaggio inedito tra Parisi e Harrison, con l’ex Empoli al momento favorito. Senza Gudmundsson, la Fiorentina è chiamata a reinventarsi. Ma ora non può permettersi più di sbagliare. Lo riporta La Nazione.
