Argomento (la difesa) complicato da rileggere in questa stagione da matti. Anzi, diciamolo apertamente la crisi del reparto difensivo ha avuto pesanti ripercussioni sull’andamento del campionato. Ma anche sull’altalena della Conference (4 vittorie e 4 sconfitte nelle otto partite giocate) e sull’eliminazione dalla coppa Italia.
Singoli sotto esame (Pongracic e Comuzzo), capitano prima rinnegato e poi rilanciato (Ranieri), nuovi arrivi (Rugani) non esattamente abili e arruolabili e quindi poco funzionali per l’immediato: questo lo screening del reparto arretrato, sul quale è giusto anche fare un focus sul presente con la prospettiva di iniziare a leggere il futuro.
La domanda è questa: a gennaio, Paratici e Goretti avrebbero potuto portare qualcuno di più forte o più motivato o più… tutto, di Rugani? La risposta è sì ma apre al quesito bis: non è che in dirigenti viola si sono sentiti rispondere ‘picche’ da altri candidati alla maglia viola, e che quella maglia viola non l’hanno scelta perché la Fiorentina rischia grosso in chiave di salvezza? Anche in questo caso la risposta sembra poter essere affermativa. E ciò permette e autorizza ad alzare subito la pressione su quello che si dovrà fare nel corso del mercato estivo.
Partendo – chiaramente, anche per scaramanzia – dal concetto che la Fiorentina riuscirà a centrare l’obiettivo finale (ovvero la salvezza), è innegabile che il lavoro di Paratici sarà essenziale, decisivo e rivoluzionario sulla ristrutturazione del reparto.Si andrà a cambiare (molto) e si dovrà farlo con le mosse giuste. Da concordare con ci sarà sulla panchina, ovvio, ma in ogni caso con la necessità di apportare alla difesa un salto di qualità decisiva. Al di là di schemi o idee di linea a ‘3’ o a ‘4’. Sperando che ci siano molti meno no alla proposta di indossare una maglia che a gennaio qualcunon non se l’è sentita di mettere nella borsa da allenamento. Lo scrive La Nazione.
