Le occasioni vere non bussano due volte. Arrivano all’improvviso, spesso quando meno te le aspetti, e chiedono una sola cosa: essere afferrate. Per Roberto Piccoli l’attimo giusto dovrebbe arrivare nella sfida di domani contro la Cremonese, crocevia delicato di una stagione fin qui travagliata, sia a livello personale che di squadra.
Dubbi non sembrano essercene granché. Moise Kean sarà a disposizione da oggi e avrà solo la rifinitura del pomeriggio per entrare in clima partita. Ma insomma, al di là di una questione fisica, Vanoli dovrà tener conto anche dei già labili equilibri del gruppo. Che in più di un’occasione ha mostrato crepe. Per questi motivi davanti a Piccoli si è spalancato un portone nel quale infilarsi per giocare dal primo minuto al fianco di Gudmundsson. L’ultima volta, a Marassi contro il Genoa alla prima di Vanoli, i due mostrarono una certa intesa.
In ogni caso, fin qui, il rendimento di Piccoli non è stato all’altezza delle aspettative estive. Due gol, un assist e molte occasioni sprecate. Numeri che pesano, soprattutto se accompagnati dall’etichetta – ingombrante – dei 25 milioni investiti per portarlo a Firenze. Una cifra pagata che non è responsabilità dell’attaccante, ma che inevitabilmente ne ha condizionato il percorso, rendendo ogni errore più rumoroso e ogni prestazione opaca più difficile da digerire.
I motivi familiari che hanno tenuto Kean lontano dal Viola Park gli hanno creato un varco inatteso. E rispetto all’ex Juventus, Piccoli offre maggior disponibilità e partecipazione alla manovra, caratteristiche apprezzate da Vanoli – oltre che da Gudmundsson – che da giorni lavora sulla sua titolarità. Salvo sorprese dell’ultimo minuto, dunque, toccherà a lui. E’ chiamato a battere un colpo significativo, la Fiorentina ha bisogno anche dei suoi gol per salvarsi. Lo scrive La Nazione.
