Il tema è di quelli da maneggiare con cura. Ma da lunedì sera nel mondo viola non si parla d’altro. La difesa a tre proposta contro l’Udinese non è andata giù a nessuno. Forse nemmeno agli stessi calciatori. Che sanno bene di aver attraversato enormi difficoltà con un sistema di gioco che già dall’anno scorso aveva cominciato a scricchiolare. La valutazione di Vanoli non ha pagato. Assenti Dodo e Solomon, con il senno di poi è facile dire che si doveva andare avanti sul solco del 4-3-3, anche se pure la difesa a quattro era andata in imbarazzo nello sciagurato giovedì di coppa. Tesi che viene incontro all’analisi dell’allenatore: per la serie, non contano i moduli, contano spirito e atteggiamento.
L’idea del tecnico della Fiorentina era quella di proteggere i centrali, sovraesposti anche fisicamente dopo i centoventi minuti contro lo Jagiellonia. Ma così facendo si è innescato un duello individuale impari a livello fisico tra Rugani e Davis. Altra scelta, quella dell’ex bianconero, che ha lasciato perplessi anche in virtù delle caratteristiche dell’attaccante avversario. Fisico, profondo. Difficile stargli dietro per un Rugani appena rientrato dopo mesi di stop. E infatti la partita si è decisa tutta o quasi su quel duello.
Ma è proprio nel complesso che la marcia indietro a livello tattico stona e non poco. Basta guardare i numeri. In questa stagione con la difesa a tre la Fiorentina non ha mai vinto. Ma è anche lo storico a parlare chiaro. Già lo scorso anno, in tutta un’altra stagione, la linea a tre di Palladino non arrivava nemmeno a un punto di media a partita (0,78), mentre con la virata a quattro si arrivò a una media punti a partita di quasi due (1,98). Con in rosa praticamente gli stessi calciatori (e anzi, lo scorso anno Gosens da terzino era quasi sprecato…) una valutazione poteva essere fatta anche in partenza. Numeri in ogni caso confermati quest’anno. Con la difesa a tre la media è di 0,42 punti a partita (da retrocessione, senza dubbio alcuno), con quella a quattro si era passati a un più ragionevole 1,38. Anche per questi motivi si ripartirà con il Parma da una linea composta da Dodo, Pongracic, Ranieri e Gosens (Parisi sarà squalificato). I sette gol presi in due partite sono ancora lì presenti come uno spauracchio.
La Fiorentina di questa stagione inoltre ha il potere di cancellare d’un tratto le cose fatte bene (con fatica) e di esaltare le proprie magagne. Gol presi da palla inattiva (13, primato in Serie A), punti evaporati da situazioni di vantaggio (ben 22, altro triste record), e di questi 10 oltre il novantesimo. Invertire la rotta là dietro, prima che sia troppo tardi. Lo scrive La Nazione.
