Cercasi Moise: disperatamente. Già, perchè alla Fiorentina i gol di Kean mancano da matti. Ma, diciamolo apertamente, dall’inizio di questa stagione (salvo rarissimi flash), a mancare alla squadra viola è proprio il suo centravanti. ll centravanti che lo scorso anno l’aveva fatta correre e sognare, ovvero quel Moise che anche ieri ha messo la firma su una performance lontana, lontanissima, da quelle che Firenze, la Fiorentina e Vanoli si aspettano.
La sua partita con il Milan la si può riassumere così: tanto movimento (in effetti Kean ha corso moltissimo); poca partecipazione alla manovra d’attacco corale (ovvero incursioni a testa bassa senza dialogare con Gud, o gli uomini della mediana); specchio della porta inquadrato in modo imperfetto, quasi, come un centravanti… qualunque. Ma Moise, sia chiaro, non è e non può essere un centravanti qualunque.
Kean deve essere l’attaccante che fa la differenza, che porta a casa le partite, che mette la palla in gol e spinge la squadra. Servono i gol di Moise alla Fiorentina che fra l’altro ha lo stesso problema (del gol) anche con l’altro centravanti, Piccoli. Prendendo in esame le due partite – Lazio e Milan– di questa settimana, la prestazione di Piccoli contro i biancocelesti (titolare all’Olimpico al posto di Moise) è, purtroppo, sovrapponibile, in modo esatto a quella di ieri di Kean. Un problema, questo, per una Fiorentina che deve imboccare la strada (giusta) della salvezza ma non può fare a meno del Moise migliore. Lo riporta La Nazione.
