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L’ora di Albert: maggiore libertà di movimento e fiducia totale nel 10 per rilanciare la Fiorentina

Firenze, Stadio Artemio Franchi, 08.05.2025, Fiorentina-Betis, foto Lisa Guglielmi. Copyright Labaroviola.com

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L’ora di Albert: maggiore libertà di movimento e fiducia totale nel 10 per rilanciare la Fiorentina

Redazione

17 Ottobre · 08:04

Aggiornamento: 17 Ottobre 2025 · 08:04

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Focus su Alberto Gudmundsson, il numero 10 della Fiorentina che in viola fatica ad esprimersi ed è reduce da due ottime prestazioni con la maglia dell'Islanda

Non conta più nulla quello che c’è stato finora. O meglio conta, ma se c’è Milan-Fiorentina che la squadra viola affronta con appena tre punti in classifica a -10 rispetto ai rossoneri e Albert Gudmundsson ci arriva sulla scia della doppietta all’Ucraina e dell’assist contro la Francia: allora questo è per forza un nuovo inizio. Soprattutto una nuova occasione per il numero 10 di prendersi la Fiorentina e diventarne il riferimento come tutti si attendono che possa essere fin dal suo arrivo a Firenze lo scorso agosto.
Sicuramente è una delle occasioni più significative, forse una delle ultime almeno cosi importanti perché si che ce ne sono già state in precedenza se è vero com’è vero che l’ex Genoa ha fatto più in due partite con la Nazionale che in due mesi con Pioli e fino a prova contraria il vero Gud è quello visto con la maglia dell’Islanda.
Quello che inventa e decide che sposta gli equilibri e incide: quello che esprime un calcio gioioso e di rendimento insieme, esattamente tutto ciò che poco più di un anno fa aveva convinto il presidente Commisso a mettere sul piatto quasi trenta milioni per farne potenzialmente l’acquisto più costo della storia della Fiorentina.
Detto che poi i milioni spesi sono diventati ufficialmente 19 nella discussione del prestito a fine giugno grazie allo sconto del Genoa e pochi non sono comunque considerando la prima stagione più ad ombre che luci, l’investimento rimane molto oneroso e le grandi aspettative su di lui altrettanto grandi. Destino di quelli bravi, dei numeri 10, dei campioni più tali che presunti e sempre per la somma di questi fattori Pioli non vede l’ora di vedere in viola lo stesso Gud visto in Nazionale: conosce il valore del calciatore e sa il contributo che può dare alla Fiorentina. E se serve per risollevarsi e riscattarsi, più che mai non vede l’ora: il Milan domenica, a proposito è l’occasione perfetta.
Sta a Gud. Sta a lui essere quello che a Genova prima e con l’Islanda da tuttora non aveva e non ha paura di assumersi le responsabilità che gli competono. Dice: è una questione di posizione, alla Fiorentina giocava e gioca troppo lontano dalla porta avversaria. A parte che il commissario tecnico islandese l’ha impiegato da centrocampista puro sia nel 4-3-3 anti Ucraina e sia nel prudente 3-5-2 anti Francia viene difficile credere che Pioli ne ingabbi tatticamente la fantasia e la creatività e meno ancora la voglia negli ultimi venti trenta metri dove si scrivono le sorti di una partita.
Qualche compito ce l’ha di sicuro Gud, e non può essere diversamente, ma più di tutto ha ampio orizzonte di movimento in fase d’attacco viola. E allora diventa una questione di testa. Albert Gudmundsson uno abituato agli spazi enormi e senza confini della sua terra, ha bisogno di libertà e di pensiero che diventi libertà d’azione: è la strada per imporsi, conquistare e rilanciare la Fiorentina, come riporta il Corriere dello Sport – Stadio.

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