Nelle pagine del Corriere dello Sport troviamo un pezzo di Alberto Polverosi: “Mai un sorriso. D’accordo, la vita se l’era complicata non poco, era finito dentro una brutta storia, anche se aveva pagato ed era ripartito. A dirla tutta nemmeno la professione gli stava dando tante soddisfazioni, anzi: via dalla Juve a gennaio, qualche buona partita nella Fiorentina della stagione scorsa, un disastro (per la squadra) in questa. Ma, vivaddio, Nicolò Fagioli era pur sempre un giovane che giocava a calcio, l’età e il lavoro più bello del mondo. Fra l’altro, mentre la Fiorentina stava affossandosi sempre più, lui cercava in tutti i modi di tenerla a galla. A metà dicembre, nella partita contro il Verona, nonostante la vittoria dell’Hellas l’ex juventino era stato il migliore in campo e da quel giorno solo una volta, in un’altra sconfitta casalinga contro il Cagliari, non è stato allo stesso livello. Sempre fra i top. E però mai un sorriso.
Ma un bel sabato è arrivata la trasferta con la vittoria di Como e quel sorriso è finalmente sbocciato sulla bocca di un ragazzo che può fare del bene alla Fiorentina e a tutto il calcio italiano. Nicolò Fagioli ha segnato un gol bellissimo e soprattutto decisivo, un gol che ha ricordato, seppur da lontano, la prodezza del giorno prima di Luka Modric a Pisa. La differenza sta nella preparazione di quella rete e nello stile dell’esecuzione: tutt’e due hanno controllato il pallone ai bordi dell’area piccola, tutt’e due hanno fatto uno slalom stretto per saltare un avversario, poi Modric ha piazzato la palla sotto la traversa con uno scavetto, mentre Fagioli ha spiazzato il portiere e appoggiato il pallone sul palo più vicino. Allora sì che il sorriso si è allargato sulla faccia di questo ragazzo di Piacenza contagiando tutta la squadra.
È molto probabile, possiamo dire quasi sicuro, che Fagioli non arriverà mai al livello di Modric, noi glielo auguriamo di cuore ma il Pallone d’Oro appartiene a un’altra categoria. Però oggi il regista della Fiorentina (aveva visto giusto Pioli che lo pensava in quel ruolo, così come ha fatto poi Vanoli) sta dando le risposte che tutti i suoi allenatori e tutti i suoi estimatori si aspettavano. Forse anche Gattuso ci sperava. E qui si potrebbe riaprire un capitolo interessante per Fagioli. C’era ancora Spalletti, che stravedeva per questo giovanotto, nella sua ultima partita in Nazionale, il 14 ottobre di due anni fa, 4-1 contro Israele. Il successore di Luciano sta cercando di potenziare il centrocampo, per questo è rientrato nel suo radar anche Verratti. Ma la mente viola sta funzionando, in campo porta personalità, tecnica, visione di gioco, corto e lungo alla stessa maniera. Gattuso potrebbe averla in casa l’alternativa buona”.
