C’è una Fiorentina che ha acciuffato la seconda vittoria consecutiva in A nel derby col Pisa, tornando a respirare profumo di salvezza, e un’altra che ha strapazzato lo Jagiellonia capolista del campionato polacco a casa sua, nell’andata dei playoff di Conference League, e stasera al Franchi potrà limitarsi a gestire i tre gol di vantaggio per passare il turno.
La Conference non è la Champions e nemmeno l’Europa League, con cui condivide la musichetta pre partita, però è pur sempre un attraente giardino europeo che la Viola si è abituata a frequentare in primavera: negli ultimi tre anni è arrivata due volte in finale e una in semifinale. Sarebbe un peccato interrompere il rituale proprio nel momento in cui Paolo Vanoli ha scoperto risorse preziose tra le seconde linee, che gli consentono di guardare al calendario con meno apprensione e più fiducia.
Il doppio impegno rischiava di diventare un impiccio per una squadra intrappolata in fondo alla classifica, con il comprensibile obbligo di dover dare priorità al campionato, anche a costo di sacrificare l’Europa. La tripletta degli ultimi dieci giorni (Como, Jagiellonia e Pisa) con formazioni ribaltate da una competizione all’altra ha rafforzato nella squadra e nell’allenatore la consapevolezza di poter tenere aperte tutte e due porte senza dolorose rinunce. Lo scrive La Gazzetta dello Sport.
