Paratici si troverà subito davanti a un bivio. Da una parte ci sarà la conferma di Vanoli o la sostituzione con un traghettatore a presa rapida: uno come Beppe Iachini, per fare un esempio. Un tecnico con il quale raggiungere la salvezza per poi rimandare alla prossima estate l’inizio di un nuovo progetto. Dall’altra parte c’è una scelta netta, radicale, magari complicata per il momento ma anche affascinante: ossia l’individuazione di un allenatore dal profilo alto, con il quale costruire fin da subito la Viola del futuro senza però perdere nemmeno un giorno nella rincorsa della salvezza.
In questo caso i problemi sono due: uno di natura economica (sul bilancio del club pesa già l’oneroso triennale concesso a Pioli), uno legato alla classifica (non è semplice trovare un tecnico pronto a sobbarcarsi la situazione attuale). Possibile, quindi, che Paratici provi innanzitutto a sondare la disponibilità di Pioli che, nel caso non volesse tornare, dovrebbe per forza di cose accettare una risoluzione che consentirebbe alla società di contenere le perdite. Tra i nomi plausibili ci sono quelli di Paulo Sousa (già tecnico viola dal 2015 al 2017, temprato alla lotta per la salvezza dall’esperienza nella Salernitana nel 2023, attualmente alla guida dello Shabab Al-Ahli, club di Dubai) e di Thiago Motta (ancora sotto contratto con la Juve). Lo scrive La Gazzetta dello Sport.
