
Scrive La Gazzetta dello Sport, sono 113 le formazioni diverse schierate da mister Italiano. La caratteristica porta con sé le due facce della medaglia. Quella positiva è che la Fiorentina ha una rosa abbastanza profonda, con quasi tutti i giocatori di buona qualità e affidabili il giusto. Spesso invertendo l’ordine dei fattori, il risultato non cambia. Prendiamo gli esterni: Ikone o Koume, Brekalo o Sottil, con le loro doti e i loro difetti, possono essere intercambiabili a seconda di quello che si vuole per quella determinata partita. E in difesa, in attesa di Mina i tre centrali (Quarta, Milenkovic, Ranieri) finora hanno offerto buone prestazioni e dunque il tecnico li può “girare” senza preoccuparsi troppo. Però c’è la faccia scura della medaglia: in primis perché anche con queste continue rotazioni la Fiorentina non riesce a fare il benedetto salto di qualità, ad avere continuità anche nella stessa partita. E di certo quello di avere in campo giocatori sempre diversi non aiuta in fatto di intesa mandata a memoria. E poi, significa che la rosa è buona ma non eccellente. Perché se hai giocatori che sai che possono risolvere le gare, non li togli mai.
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