Era un tempo in cui Francesco Flachi faceva impazzire i tifosi della Sampdoria. Li andava a cercare dopo ogni gol realizzato, arrampicandosi sulla rete della gradinata sud per riceverne l’abbraccio. Adesso c’è un tempo in cui Francesco Flachi sta dall’altra parte della barricata: aggrappato alla recinzione aspetta come un papà in sala d’attesa l’arrivo dei suoi giocatori, quelli che ha guidato alla vittoria del campionato di Terza categoria. In realtà il Bagno a Ripoli ha un allenatore “clandestino”, Flachi per la Figc non esiste. Meglio, tornerà a essere visibile nel gennaio 2022, quando avrà scontato la squalifica di 12 anni.

Nemmeno avessi ammazzato qualcuno, d’accordo: ho sbagliato due volte. E mi sono rovinato la carriera: già questa è una bella pena da scontare, non trova? Le faccio una domanda: dopo tutto questo tempo ha ancora senso lo stop? Mi fa male non poter portare allo stadio mio figlio, sapere che il mio nome è dentro una lista nera. E mi fa ancora più male non poter andare in panchina: vorrei allenare in modo normale, prendere il patentino, fare la gavetta, vedere se sono capace. Altrimenti resto a preparare i panini…”.

Sì, avete letto bene: perché nel frattempo Flachi ha aperto un locale a Firenze (“Il panino di categoria”) e non si vergogna mica di servire ai tavoli fino a notte fonda.

“Perché mai? Sono altre le cose di cui devo vergognarmi”. Il riferimento è alla doppia squalifica, l’ultima nel 2010, perché positivo ai metaboliti della cocaina. “Guardi, non voglio sentire quella parola. Mi dà fastidio: sono stato un cattivo esempio, ma è il passato. Perché è accaduto? Avevo disconnesso il cervello. Un cretino, suvvia. Ma ora dico: non mi sono venduto le partite e non ho fatto uso di doping per migliorare le prestazioni. Forse, dico forse, 9 anni di stop possono bastare. La seconda opportunità si concede ai peggiori criminali. La lezione è servita, datemi la possibilità di dimostrarlo con i fatti”.

La svolta in negativo dell’attaccante ha una data precisa: nel settembre 2006 subisce una squalifica di 2 mesi perché, secondo l’accusa, aveva chiesto informazioni sul derby di Roma dell’aprile 2005 (terminato 0-0).

Condanna ingiusta basata su un chiacchiericcio tra tifosi intercettati. Ho tanti difetti, ma in vita mia non ho mai scommesso su nulla. Ho reagito male a quella situazione, con il senno di poi dovevo far finta di essermi infortunato. Mi sono invece lasciato andare e ho combinato il patatrac”.

Flachi è fiorentino e con la maglia viola ha esordito in A nel 1994: “In squadra c’era gente come Rui Costa, Batistuta, Baiano. Avevo meno di 20 anni, trovare spazio quasi un miraggio. Adesso la società ha scelto di puntare sui giovani: fa benissimo. Chiesa è uno dei pochi talenti italiani, così come Bernardeschi venduto alla Juve. E Pioli è l’allenatore giusto per portare avanti questo progetto.”

Gazzetta.it