Nelle pagine di La Nazione, Benedetto Ferrara torna sulla questione capitano: “Capitano, mio capitano. Già, nonostante la classifica horror e una sfida con la Juventus tra le macerie del Franchi, in questi giorni si è parlato molto di quella fascia al braccio di Ranieri, ragazzo molto discusso per le sue reazioni sul campo non sempre ispirate al fair play. Vanoli stesso ci ha tenuto a dire che lui lo difenderà fino alla morte e che comunque il ragazzo deve rendersi conto della sua posizione di leader, almeno dal punto di vista formale. Sulla questione è giusto ridabire che il capitano, quasi sempre, viene scelto dai giocatori e che può conquistarsi quella fascia per meriti acquisiti: fedeltà alla maglia, carisma, esempio, personalità e così via. E’ evidente che la situazione precaria della squadra aiuta a gonfiare il problema. Sul nome di Ranieri i tifosi si sono divisi: quelli che lo amano in quanto lottatore senza se e senza ma, quelli che poco sopportano determinate reazioni figlie dei nervi che poco si sposano con l’immagine di un leader.
Certo, alcuni capitani del passato avevano ben altro carisma, basta pensare a Gonzalo Rodriguez o al compianto Davide Astori, quello che in una situazione di difficoltà tirò fuori nello spogliatoio un monologo duro ma al tempo stesso motivazionale che nemmeno Al Pacino in “Ogni maledetta domenica”. Ma torniamo al punto: il capitano lo sceglie lo spogliatoio, e se i giocatori hanno scelto lui un motivo ci sarà. E immaginiamo anche che lo stesso Ranieri abbia l’intelligenza di approfittare della presenza di gente come Gosens e De Gea per crescere nel suo ruolo. Il problema vero di questa piccola faccenda domestica che però in questi tempi di carestia sembra diventata un caso, è che il capitano della Fiorentina non deve tanto essere gradito ai tifosi ma non inviso agli arbitri, perché a forza di sceneggiate uno può finire nel mirino.
D’altra parte Vanoli si è espresso in modo corretto: difende il suo uomo e al tempo stesso gli fa capire che certe cose devono cambiare. Insomma, se Ranieri vuole crescere deve avere un atteggiamento da capitano vero. Quello che mentre i compagni sbraitano tiene tutti lontani dall’arbitro col quale dialoga senza oltrepassare mai la soglia critica. Detto questo, è anche doveroso ricordare che parliamo di un ragazzo che non molto tempo fa era fuori rosa.
Solo il lavoro e la testardaggine lo hanno portato a un ruolo da titolare e a quella benedetta fascia. Una bella storia, che però non va rovinata. Augurando a Ranieri di crescere un po’, così come tutti si augurano che questa piccola Fiorentina torni a essere degna di quella maglia, ci chiediamo ancora cosa volesse dire Pioli quando sentenziò: “Ho chiesto a Ranieri se se la sentiva di tenere quella fascia”. Un altro mistero di questa stagione. Ma adesso la Juve. Per l’orgoglio. E per la classifica, soprattutto”.
