Fagioli, infatti, agli ordini di Palladino aveva trovato quella fiducia, che in passato a Torino gli era stata negata. A sorridere pure la Viola, rimasta super soddisfatta e stregata dalle prestazioni iniziali da urlo del regista. In particolare proprio quella contro la Signora, travolta 3-0 grazie a una partita scintillante di Fagioli che firmò due assist vincenti. Tanto da meritarsi un bell’otto in pagella.
Sembrava l’inizio di una favola, ma l’addio di Palladino e l’avvento di Pioli hanno mandato in crisi la Fiorentina e fuori giri lo stesso Nicolò, che in questo inizio di campionato ha faticato a brillare. Con l’arrivo di Vanoli è finito addirittura in panchina e oggi rischia di restare, nuovamente, escluso dall’undici titolare. Ecco perché il suo entourage potrebbe guardarsi intorno. Fatalità del destino alla sua Juve, in cui è cresciuto, è approdato proprio quel Luciano Spalletti, che per primo aveva creduto in lui dandogli fiducia dopo la squalifica per le scommesse.
Come dimenticare la scelta controcorrente e osteggiata da parte della critica di chiamare Fagioli a Euro 2024 dopo otto mesi di inattività. Visto l’attuale momento di entrambi l’equazione sembra scontata: sarebbero stati perfetti l’uno per l’altro. Peccato che però l’opzione di rivederli insieme nella stessa squadra sia roba da PlayStation o fattibile soltanto in un universo parallelo. Intanto, al Franchi, Nicolò ritrova un pezzo di passato. Ma a questultimo non pensa più. Lo riporta Tuttosport.
