La Fiorentina, nelle ultime cinque partite, ha raccolto 8 punti, frutto di due pareggi contro Lazio e Milan (con i viola molto vicini alla vittoria), due vittorie e una sconfitta, quella contro il Parma, arrivata in modo immeritato. Al di là dei risultati, ciò che emerge con forza è il cambio di passo evidente nell’ultimo mese, direttamente legato alle scelte di Paolo Vanoli.
Dopo le difficoltà iniziali, l’allenatore ha saputo mettere mano alla squadra in maniera profonda. Dal punto di vista fisico, la Fiorentina oggi è un’altra squadra: superati i problemi legati alla preparazione atletica estiva, i viola stanno bene, hanno una gamba diversa, finiscono le partite in crescendo e mantengono lucidità per gran parte dei 90 minuti. Un segnale chiaro di una condizione ritrovata.
Anche sul piano tattico il lavoro di Vanoli è stato incisivo. Il tecnico ha ridisegnato la squadra adottando un 4-3-3, sistema che ha previsto diverse letture corrette. Una su tutte, l’utilizzo di Parisi esterno alto a piede invertito, soluzione che sta funzionando e dando imprevedibilità. Fondamentale anche la scelta di mettere Fagioli al centro del progetto: oggi è il fulcro della manovra e sta giocando a livelli altissimi, probabilmente il giocatore più vicino al suo reale valore tra i big della rosa. In difesa, Vanoli ha rimesso al centro Comuzzo nella linea a quattro, ottenendo prestazioni solide e continue. Importante anche la lettura di Pongracic a piede invertito, che ha permesso di costruire una coppia difensiva che, nel complesso, sta dando segnali incoraggianti. Crescono inoltre Gudmundsson, Dodô, Gosens e anche De Gea, sempre più leader tecnico. Proprio De Gea è stato protagonista di un’altra scelta forte di Vanoli, questa volta nella gestione dello spogliatoio: la decisione di togliere la fascia di capitano a Ranieri per assegnarla al portiere spagnolo. Un segnale chiaro di leadership e di ridefinizione delle gerarchie interne.
Vanoli ha quindi inciso su più livelli: tattico, fisico e gestionale. Ha cambiato schema, dato un’identità precisa alla squadra e, soprattutto, l’ha resa unita e compatta nei momenti difficili. I risultati iniziano a vedersi anche in classifica: un mese fa, dopo la gara con il Verona, la zona salvezza era distante 8 punti, oggi è a soli 3.
Il percorso resta lungo e la Fiorentina è ancora in zona retrocessione, ma la sensazione è che oggi ci sia una luce diversa. Vanoli sembra aver trovato una strada da tracciare e seguire, e da qui passerà il futuro della stagione viola. Il mercato dovrà ora supportare questa idea: per giocare con questo sistema servono esterni, uno è arrivato (Solomon), ma saranno necessari altri rinforzi per rendere la squadra completa. Non mancheranno alti e bassi, ma rispetto a un mese fa c’è un minimo di fiducia in più. Anche perché Vanoli aveva preso una squadra con 4 punti in 10 partite, ultima in classifica e apparentemente “morta”. Ha lavorato in un contesto complicato, con uno spogliatoio rotto, una società assente e una dirigenza non particolarmente forte, fattori che lo hanno inevitabilmente condizionato. Oggi, però, passo dopo passo, sta riuscendo a uscirne e a trasformare la Fiorentina in una vera squadra.
