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Corriere Fiorentino svela: “Dilagante tensione prima del Como. Paratici ha supportato Vanoli e il gruppo”

Rassegna Stampa

Corriere Fiorentino svela: “Dilagante tensione prima del Como. Paratici ha supportato Vanoli e il gruppo”

Redazione

16 Febbraio · 09:03

Aggiornamento: 16 Febbraio 2026 · 09:09

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Una partita quella contro i nerazzurri che offre l’opportunità per eliminare un’altra concorrente

Splendeva il sole, ieri, sul Viola Park. Come se tuoni, lampi e nuvoloni fossero stati spazzati via dalla (bella) vittoria di Como. E sia chiaro: meglio un clima così (bastava farsi un giro sui social dei giocatori della Fiorentina per capire come l’aria fosse cambiata rispetto ai volti tristi e preoccupati dei giorni scorsi) che, appunto, l’ansia e la preoccupazione che da tanto, troppo tempo abitano nel cuore dei viola. A proposito. Spifferi raccontano che la settimana che ha portato alla sfida di sabato non sia stata esattamente serena. Anzi. Nessun litigio o roba del genere, stavolta, ma soltanto una diffusa e dilagante tensione.

L’onda lunga in pratica, di quello che si era visto negli ultimi, tremebondi, venti minuti della gara col Torino. Non a caso Paratici ha preso possesso del suo ufficio e, per 20 ore al giorno, non si è mosso di lì. Telefonate, certo, riunioni, ovviamente, ma anche e forse soprattutto tanto supporto al gruppo e a Vanoli. Con un obiettivo: tenerlo al riparo dalla tempesta di critiche. Un dialogo e un confronto costruttivo, dal quale il mister è uscito rinforzato e (soprattutto) più tranquillo. E sarà un caso, ma a Como anche lui ha offerto probabilmente (espulsione a parte) la miglior versione di sé: ha presentato una Fiorentina coraggiosa, con tre punte vere e non con Parisi equilibratore alto a destra, e con Brescianini (e non Ndour) nei tre di centrocampo.

E poi il pressing in avanti, l’attenzione nelle marcature preventive, la voglia di ripartire ogni volta che si recuperava palla e un’organizzazione con la quale ha incartato il match a Fabregas. E ancora la gestione del vantaggio, certo agevolata dal rosso a Morata, ma esattamente all’opposto rispetto a sette giorni prima.

Ogni riferimento ai cambi (stavolta rimandati fino agli ultimissimi minuti) in questo senso non è puramente casuale. Per una volta insomma, la Fiorentina ha confermato i progressi che nessuno al contrario di quanto rivendicato dallo stesso Vanoli ha mai negato (la condizione atletica, la produzione offensiva, l’atteggiamento più coraggioso, l’esplosione di Fagioli), ha messo un ulteriore tassello nella crescita dei nuovi e ha cancellato, a lungo, i difetti che l’avevano e l’hanno comunque tenuta inchiodata alla zona retrocessione.

E così veniamo all’aspetto che sia il tecnico che Paratici dovranno curare con particolare attenzione da qua a lunedì prossimo quando, al Franchi, si giocherà un derby che può valere mezza stagione. Perché è chiaro che sbagliare l’ennesimo scontro diretto vorrebbe dire essere punto e a capo e cancellare (come dopo Bologna) quanto di buono costruito a Como.

Una partita quella contro i nerazzurri che offre l’opportunità per eliminare un’altra concorrente (anche il Verona col k.o. all’ultimo secondo maturato a Parma sembra ormai semi spacciato) dalla corsa alla salvezza visto che con un successo Vanoli salirebbe a +9 sui nerazzurri. Una lotta, quella per restare in serie A, che in attesa del match di stasera tra Cagliari e Lecce (appaiato alla Fiorentina a quota 21) coinvolge anche Genoa e Cremonese che, con lo 0-0, son salite a braccetto a 24 punti: è questa un’altra delle buone notizie arrivate dalla vittoria sul lago di Como. Allargare la cerchia di pericolanti consentirà di rischiare (un po’) meno, o se non altro di affidarsi a inciampi che non siano solo dei giallorossi salentini.

Due squadre. Cremo e Genoa, che i viola devono ancora affrontare: una (la Cremonese di Nicola) in trasferta nel weekend del 15 marzo mentre il Grifone di De Rossi arriverà a Firenze per la terzultima. E non ci vuole molto a capire quanto sia importante dare continuità alla vittoria di sabato e, magari, arrivare a quell’incrocio da brividi avendo già chiuso il discorso. Lo riporta il Corriere Fiorentino.

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