Ci sarà tempo per scoprire usi e costumi del «metodo Paratici», ora la parola d’ordine in casa viola resta la salvezza, ma se il buongiorno si vede dal mattino il nuovo direttore sportivo della Fiorentina pare avere le idee chiare. La conferenza stampa di presentazione fila via liscia, senza scossoni, con concetti e idee che Paratici snocciola senza mancare di guardare al futuro, ma tenendo bene a mente che tutto passa dall’esito delle prossime partite.
Insomma l’attesa per l’inizio di una nuova era, almeno a parole, è stata premiata, adesso si tratta di mettere in pratica il patrimonio di esperienza maturato tra Sampdoria, Juventus e Tottenham. Soprattutto in Premier League ha sviluppato competenze nuove, anche linguistiche (la «challenge viola» quando parla della sfida raccolta, Firenze intesa come un «brand», il campionato inglese paragonato all’Nba) dopo oltre un mese necessario a liberarsi dal club londinese ora è pronto a lavorare applicando un sistema sviluppato nel tempo, con collaboratori fidati (tra questi, oltre il capo scout Lorenzo Giani, Moreno Zebi che si occuperà dei prestiti e il suo predecessore Goretti) e la piena autonomia in ambito sportivo. Non avrà un filo diretto con la proprietà per espressa richiesta, ma per aiutare tutti a raggiungere i risultati prefissati valuterà da vicino ogni figura all’interno del Viola Park. Lo riporta il Corriere Fiorentino.
