La Fiorentina infatti ha ragionato e forse sta ragionando ancora anche sulla possibilità (mai presa realmente in considerazione in questi sei anni di gestione americana) di inserire una nuova figura dirigenziale. Un uomo di grande esperienza e personalità, che conosca davvero il calcio e che possa caricarsi sulle spalle il peso di una crisi del genere.
E allora riecco le solite voci su Cristiano Giuntoli che però, per accettare, ha chiesto un contatto diretto con Commisso (evidentemente negato) e totale autonomia. Per il presente e (soprattutto) per il futuro. Il tutto, mentre il direttore generale Alessandro Ferrari (l’unico che potrebbe convincere Commisso a cambiare la strategia della «fiducia nei miei uomini») faceva il giro tra i dipendenti per portare a tutti gli auguri di Buon Natale, ma poi era costretto a disertare insieme a Goretti il rituale incontro natalizio con i giornalisti che erano stati convocati al Viola Park e che aspettavano novità sulle possibili decisioni del club. Nulla è filtrato. Né all’esterno, né a chi nel club si occupa di comunicazione. E allora per tutta la giornata si sono rincorse le voci (non smentite, anzi) di queste riunioni continue tra il d.g e il direttore sportivo Goretti, in contatto costante con la proprietà. Tutto il resto del mondo, fuori.
Nel frattempo, Vanoli resta. Fino a quando? Probabilmente almeno fino a Losanna e a meno di cataclismi anche fino all’Udinese, ma nulla può essere dato per definito. Perché l’unica certezza, ora come ora, è che la Fiorentina di certezze al momento proprio non ne ha. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
