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Corriere dello Sport: “Vanoli ha ribaltato il gruppo: 23 punti in 15 gare”

Firenze, Stadio Franchi, 08.03.2026, Fiorentina-Parma, foto Lisa Guglielmi. Copyright Labaroviola.com

Rassegna Stampa

Corriere dello Sport: “Vanoli ha ribaltato il gruppo: 23 punti in 15 gare”

Redazione

24 Marzo · 08:31

Aggiornamento: 24 Marzo 2026 · 08:31

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Il metodo Vanoli è più bastone che carota

Uno potrebbe tirar fuori il cliché del bastone e della carota. Ma non sarebbe pertinente. Perché il metodo Vanoli è più bastone che carota. Ed è per questo che è stato scelto lui a novembre, quando la squadra colava a picco. Bastone inteso non come modus operandi militaresco ma per i toni. Lo si era capito quando si era presentato per la prima volta ai microfoni ufficiali del club, dopo il primo allenamento, ed era già quasi afono. Si è intuito domenica sera, quando ha alzato la voce per l’ennesima domanda sui cambi fatti. Vanoli è così, un’ondata che ti arriva in faccia. E che ha avuto il merito di ribaltare un gruppo, mettere in saccoccia 23 punti in 15 gare e svegliare quattro calciatori che, se guardiamo indietro, a quando si è insediato sulla panchina viola, hanno stravolto il loro percorso. Fabiano Parisi, Luca Ranieri, Nicolò Fagioli, Cher Ndour. Sono la colonna della Fiorentina del 2026, ma anche quattro successi da appuntare al petto del tecnico.

La metamorfosi più evidente è quella di Parisi. Perché lo ritroviamo da esterno basso a sinistra a esterno alto dall’altra parte: prospettiva ribaltata, perché Vanoli prima di tutti è riuscito a intercettare le potenzialità di un giocatore che fa girar la testa anche a Sarri e Fabregas. Nel calcio del 2026 uno brevilineo come lui in difesa può soffrire (soprattutto se dall’altra parte c’è un altro “mini” come Dodo); e allora li ha messi dalla stessa parte, con licenza di invertirsi. Il nuovo ruolo ha restituito a Parisi soprattutto fiducia in mezzi che non pensava di avere. E al campionato uno dei pochi esterni alti italiani in grado di puntare l’uomo.

Capitolo Ranieri. Vanoli l’aveva prima esaltato e difeso – «Per l’atteggiamento che ha sarà sempre il mio capitano» – poi degradato, con fascia passata al braccio di De Gea. L’ha fatto sbollire e ci ha parlato tanto, anche quando è stato fuori. Da un mese e mezzo è un altro Ranieri, anche nell’atteggiamento. Con lui ha insistito soprattutto sul cercare di incanalare la rabbia alle volte schizofrenica del numero sei, ripulendo i comportamenti. Spogliato di questo, Ranieri rimane comunque un centrale che fa della concentrazione la sua qualità principale. E contro l’Inter, dopo una sbandata iniziale che ha portato al gol di Esposito, ha dimostrato una qualità che lo stesso tecnico sottolinea sempre: saper reagire all’errore positivamente.

Poi ci sono Ndour e Fagioli. Le qualità del secondo erano sotto gli occhi di tutti, quelle del primo ben nascoste: il lavoro coi due è stato diverso. Ha aspettato il classe 2004, centrocampista che ancora deve arrivare allo sviluppo tecnico e fisico completo, gestendone il minutaggio; ha messo al centro di tutto il primo, responsabilizzandolo. Con entrambi poi è passato anche alla carota, li ha difesi dalle critiche e corretti in privato. Queste quattro, a oggi, sono le sue più grandi vittorie. Lo riporta il Corriere dello Sport.

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