C’è stata una Fiorentina neanche da retrocessione ma retrocessa vera e propria e c’è una Fiorentina da Europa, e quello che conta è la somma delle due per dare una Fiorentina che rimane in Serie A: il merito di aver sovvertito le previsioni simili a certezze e rovesciato i destini che sembravano scritti è ovviamente della seconda.
Nessuna squadra si è mai salvata con 0 vittorie conquistate e 6 punti in classifica dopo 15 giornate, esattamente quello che (non) aveva fatto la Fiorentina retrocessa fino a dicembre e se, invece, una squadra (viola) si salverà è per ciò che è riuscita a fare da gennaio in avanti la Fiorentina da Europa: ovvero prendersi la bellezza di 23 punti sui 32 disponibili nelle 14 giornate disputate dal 4 gennaio (giorno dell’1-0 rifilato alla Cremonese al Franchi al 92’ con Kean appena entrato, quando si dice il segno del vento che sta cambiando) a sabato scorso e all’altro pesantissimo 1-0 ai danni del Verona che, grazie alle concomitanti sconfitte di Lecce e della stessa Cremonese, ha proiettato De Gea e compagni a +5 sulla zona retrocessione.
La media-punti più di qualsiasi discorso fotografa l’impresa (di quella si tratta per i suddetti motivi) che la formazione di Vanoli sta concretizzando: 1,64. E se le proiezioni adesso lasciano il tempo che trovano, di sicuro non si sbaglia a dire che di quel passo sarebbe andata a giocarsi un posto per le coppe ‘26-’27: una metamorfosi più che una trasformazione, da analizzare e da studiare a fondo per costruire la Fiorentina del futuro. Da Europa per davvero. Lo riporta il Corriere dello Sport.
