Un impegno che è diventato “in più”: è la Conference League per la Fiorentina, perché definirla ostacolo è inappropriato, oltre che molto provinciale quando si restringe l’orizzonte dentro i confini, e questo per la priorità assoluta che va data al campionato e alla lotta-salvezza, con annessi e connessi che spostano radicalmente il piano d’osservazione sulla competizione europea. Ma una cosa non va assolutamente dispersa: l’esigenza di non fare mai brutta figura, tutelando il buon nome di club, città e squadra. In una parola: dignità etico-sportiva. Sempre e comunque. Lo scrive il Corriere dello Sport.
