A otto anni dalla scomparsa di Astori, a cui Udine ha dedicato un ricordo struggente (“Io lo so che non sono solo, anche quando sono solo” da Fango di Jovanotti, cantata al piano da Alessandro Tomasi, mentre lo striscione “Davide Astori sempre nella nostra memoria” contribuivano a dare libero sfogo alle emozioni), la Fiorentina è stata sopraffatta dalla fisicità e dalla voglia di vincere dell’Udinese, volendo magari “vendicare” la pesante sconfitta dell’andata al Franchi, ma insomma quelle avrebbero dovuto essere le prerogative di chi lotta per la salvezza e, viceversa, De Gea e compagni sono stati protagonisti (si fa per dire) di una partita molle, spenta, inconcludente, superati in ogni zona della campo dai calciatori dell’Udinese e travolti tutti insieme da Davis, semplicemente irrefrenabile nella combinazione fisico-corsa-tecnica. Che poi, quella dell’esuberanza atletica abbinata alla qualità, è stata la chiave efficace e vincente fin da subito dell’Udinese che ha cominciato a sfondare sulla fascia destra, e dal secondo di due angoli è nato il vantaggio (10′): traiettoria perfetta di Zaniolo, stacco perfetto di Kabasele con De Gea fermo sulla linea e Rugani battuto. Ma quello sarebbe stato solo il primo di una serie di episodi che avrebbero dipinto di nero pece la serata della Fiorentina e di Rugani, come riportato da il Corriere dello Sport.
