11 Febbraio 2026 · Ultimo aggiornamento: 19:37

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Con Pradè la Fiorentina ha perso 50 milioni tra acquisti e cessioni, ecco i numeri della sua disastrosa gestione.

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Con Pradè la Fiorentina ha perso 50 milioni tra acquisti e cessioni, ecco i numeri della sua disastrosa gestione.

Redazione

11 Febbraio · 19:09

Aggiornamento: 11 Febbraio 2026 · 19:09

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Ecco come la Fiorentina ha perso 50 milioni grazie alla gestione di Pradè. Sanguinosi gli acquisti e le cessioni di Kouamé, Duncan e Ikoné.

La compravendita, che, a causa del fair-play finanziario, è diventato l’unico strumento di cui le squadre possono disporre per operare un salto di qualità, consiste nell’acquisire un giocatore e poi rivenderlo, dopo qualche anno, a una cifra superiore di quella erogata per l’acquisto. Di tutto questo l’Atalanta è diventata maestra e regina, riuscendo a imbastire un modello sostenibile che le ha consentito di vincere l’Europa League e di qualificarsi a sei delle ultime otto edizioni della Champions League.

Similmente non si può dire della Fiorentina, che, con Daniele Pradè, ha sperperato il denaro incassato dalle cessioni di giocatori provenienti dal vivaio o da gestioni precedenti, come Chiesa o Vlahovic, tesserando 53 calciatori che, complessivamente, non hanno innalzato né il livello della squadra né la potenza economica della società.

Di questi 53 giocatori, 23 sono ancora sotto contratto con la Fiorentina, ma, tra questi, soltanto 13 fanno parte della rosa attuale, gli altri 10, invece, sono fuori dal giro della prima squadra; i restanti 30, o sono stati venduti, o sono stati svincolati, o hanno fatto ritorno alle società dalle quali erano stati presi in prestito oneroso, facendo perdere così alla Fiorentina ben 50 milioni di euro. Ecco l’elenco completo e ordinato:

  1. Duncan (comprato a 17 e regalato al Venezia)
  2. Kouamè (comprato a 16,5 e svincolato)
  3. Ikoné (comprato a 15,5 e venduto a 2)
  4. Pulgar (comprato a 12,3 e venduto a 2,8)
  5. Martinez Quarta (comprato a 13 e venduto a 7)
  6. Kokorin (comprato a 4,5 e svincolato)
  7. Colpani (4 per il prestito oneroso)
  8. Zaniolo (3,2 per il prestito oneroso)
  9. Cutrone (3 per il prestito oneroso)
  10. Arthur Melo (2 per il prestito oneroso)
  11. Brekalo (comprato a 1,7 e svincolato)
  12. Boateng (comprato a 1,5 e svincolato)
  13. Torreira (1,5 per il prestito oneroso)
  14. Bove (1,5 per il prestito oneroso)
  15. Adli (1,5 per il prestito oneroso)
  16. Maxime Lopez (1 per il prestito oneroso)
  17. Folorunsho (1 per il prestito oneroso)
  18. Nicolussi Caviglia (1 per il prestito oneroso)
  19. Belotti (0,75 per il prestito oneroso)
  20. Badelj (0,7 per il prestito oneroso)
  21. Nastasic (comprato a 0,5 e svincolato)
  22. Gollini (0,5 per il prestito oneroso)
  23. Pablo Marì (comprato a 1,8 e rivenduto a 2)
  24. Pol Lirola (comprato a 13 e rivenduto a 13,5)
  25. Pedro (comprato a 11 e rivenduto a 15)
  26. Amrabat (comprato a 19,5 e rivenduto a 24)
  27. Maleh (comprato a 0,8 e rivenduto a 5,5)
  28. Cabral (comprato per 15,5 e rivenduto per 20,5)
  29. Igor (comprato per 9 e rivenduto a 16)
  30. Nico Gonzalez (comprato a 27 e rivenduto a 36,5)

Questo non è l’unico danno che la gestione di Daniele Pradè ha provocato alla Fiorentina; infatti, molti dei giocatori acquistati dal direttore sportivo romano oggi hanno un valore di mercato molto diverso rispetto al loro prezzo d’acquisto. Ecco un elenco dei casi più eclatanti:

  1. Piccoli (comprato a 25, valutato 18)
  2. Sohm (comprato a 16, valutato 8)
  3. Pongracic (comprato a 15, valutato 7,5)
  4. Barak (comprato a 9, valutato 1)
  5. Gudmundsson (comprato a 19, valutato 13)
  6. Nzola (comprato a 12,5, valutato 6)
  7. Parisi (comprato a 10, valutato 4,5)
  8. Richardson (comprato a 9, valutato 4,5)
  9. Beltran (comprato a 12,5, valutato 8)
  10. Kean (comprato a 13, valutato 45)

Ne risulta che la svalutazione complessiva della rosa è di circa 25 milioni, un dato semplicemente inaccettabile.

Tutto questo mi riporta alla mente lo scambio di battute che avvenne tra il direttore Flavio Ognissanti e Daniele Pradè lo scorso maggio, in occasione della conferenza stampa di fine anno, quando il giornalista chiese come mai la Fiorentina non avesse ancora fatto il salto di qualità e il ds gli rispose in malo modo: “se me lo dici te, lo faremo. Spiegamelo pure te come si fa“. Beh, direi che la questione è molto semplice, sarebbe bastato evitare di buttare al macero 75 milioni di euro, i quali possono fare tutta la differenza tra una squadra che lotta per salvarsi, ed una che compete per il quarto o il quinto posto.

“Ma questo lo scopriamo soltanto ora?” si domanderà qualcuno. Probabilmente no, ma con il senno del poi è facile parlare; è però necessario riconsiderare i meriti di un grande allenatore come Italiano e di un buon allenatore come Palladino, i quali hanno fatto vivere alla Fiorentina e ai suoi tifosi stagioni ben al di sopra delle reali potenzialità della squadra.

In ultima istanza mi rivolgo al neo-direttore viola Paratici, al quale chiediamo, con la sua esperienza, abilità e competenza, di risollevarci dalla malebolgia in cui siamo stati cacciati e di riportarci laddove merita la nostra storia.

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