A Radio Bruno è intervenuto Stefano Cecchi per parlare di Fiorentina nel momento della scomparsa di Rocco Commisso: “Da tempo si sapeva che non stava bene Commisso e la Fiorentina ha fatto una cosa umana non raccontando le sue vicende di salute come voleva la famiglia. Purtroppo i problemi si sono aggravati e comunque lascia un grande dolore e dispiacere, bello assistere alla solidarietà di tutti nel calcio perché a volte si può andare oltre ai colori per piangere un essere umano.”
Prosegue: “Era un personaggio dirompente che sapeva dividere, per me era un fiorentino a sua insaputa perché era un uomo d’altri tempi con tanto carattere e dedizione. Non si tirava mai indietro e non aveva paura, lo potevi fischiare o amare ma comunque ci ha sempre messo la faccia. Se ne va l’ultimo dei mecenati come detto da Marotta, ha tentato di accelerare un mondo burocratico che è sempre molto lento.”
Su Barone e Commisso: “La scomparsa di Barone l’ha cambiato perché prima era più felice e combattivo, mentre dopo quel dolore si è ammorbidito perché gli è mancata la spalla ed è stato più pacato nelle sue posizioni, forse perché si sentiva più debole o non apprezzava più il mondo del calcio che non gli aveva permesso di fare quello che aveva immaginato.”
Prosegue: “Era arrivato con tanto vigore poi le sue idee sono state ostacolate dal Covid e dalla burocrazia che lo hanno ridimensionato, voleva fare tanto ma non è riuscito a giungere dove voleva. Non credo che ci sia tanta voglia di vendere ora perché lui non voleva e magari anche la famiglia vorrà tenere la società per lui.”
Sulla partita: “La vedrò con tenerezza, bisognerà onorarlo perché il calcio era la sua passione. Sarà molto toccante emotivamente vedere questa gara in suo nome dove tutti i giocatori porteranno in alto la Fiorentina come voleva lui ed è bello che ci sia anche Italiano che ha vissuto anche lui un momento tragico in viola.”
