Borja Valero ha raccontato del triennio di Montella e della possibilità poi sfumata di entrare in Champions League: “Mi fa rodere che se ne qualificavano solo tre allora mentre noi arrivavamo sempre quarti, è mancato veramente poco. In Europa League potevamo fare qualcosa di speciale, ma a volte incontri avversari che sono più forti di te in quel momento. Non abbiamo rimpianti, peccato perchè siamo stati vicini a fare qualcosa di speciale, anche se siamo nella memoria della gente anche senza avere vinto nulla. Il primo anno è stata una grandissima stagione e nessuno se lo aspettava di poter lottare fino all’ultimo per la Champions League. In ritiro a Moena ci allenavamo con l’80% dei giocatori della Primavera, ma il rammarico è rimasto. La partita più strana con la Fiorentina è stata contro il Pescara, quando Perin era in stato di grazia, ma ricordo altre partite dove potevamo fare qualcosa in più come a Bologna o a Catania.
Era il giusto mix tra bravura dei calciatori e bravura di Montella. Nei tre anni si sono cambiati tantissimi calciatori, ma il nucleo è rimasto lo stesso e l’idea rimaneva quella. L’unico peccato è stato quello di non esser riusciti a vincere, soprattutto nel secondo anno dove avevamo una squadra fortissima e potevamo fare di più. Peccato anche per gli infortuni che ci hanno fatto cambiare modo di giocare, non avevamo più attaccanti”.
