Effetto Fiorentina. «Sono passato a votare ora perché la serata è destinata ad altro», fila via veloce Riccardo fuori dalla scuola Machiavelli in Oltrarno intorno alle 17.45. E come lui aveva fatto qualche ora prima anche Pietro, che prima di entrare in clima partita ha messo per la prima volta la scheda nell’urna nella sezione 345 di Quaracchi: «Penso sia un diritto ma soprattutto un dovere anche di noi giovani per invertire questa marcia folle che sembra tendere sempre più all’egoismo» dice. È una domenica di politica che si mescola al pallone quella dei fiorentini.

E il risultato è che ai seggi scattano lunghe code in mattinata e pure nel pomeriggio: alla scuola Villani di viale Giannotti ci sono famiglie che alle 15.30 si affrettano a votare prima di portare i figli al cinema («Dopo non ci sarà tempo») e dalle 16 alle 18 è ressa ovunque, dall’Isolotto a Campo di Marte, prima della placida calma serale: «Siamo deserti in questo momento» raccontano rappresentanti di lista del Pd dai seggi di Novoli e del centro verso le 20.45.

Repubblica