Ma quanto è dura la vita della Fiorentina. Della Fiorentina, certo, ma anche e soprattutto quella dei suoi tifosi. Già, perchè, nemmeno il tempo di buttare giù, somatizzare, il disastro della notte di Conference a Londra, ecco il campionato a riprendersi la scena con un’altra (ennesima) partita da dentro o fuori. Stasera si gioca Fiorentina-Lazio, match che in chiave salvezza (della squadra viola) vale tanto. Tantissimo. Tutto.
L’obiettivo? Quello vero? Portare a casa il massimo, senza comunque disdegnare l’eventualità di non perdere e quindi aggiungere alla classifica il minimo sindacale (leggasi, il punticino) per tenere in qualche modo la distanza di sicurezza dalla linea rossa della zona pericolo.
Certo, la Lazio, da sempre, è un avversario difficile da interpretare. Squadra pazza che se in fase sì può rivelarsi micidiale, ma, al contrario, assolutamente abbordabile, se dovesse mostrarsi in campo con lacune di concentrazione, e che si può farla finire all’angolino quasi con naturalezza.
Ed ecco che allora la palla passa velocemente alla Fiorentina che prima di mettersi in balìa dei sentimenti della Lazio, dovrà fare la partita, essere coraggiosa, accantonare le fragilità (tornate alla ribalta con il Crystal Palace) e sfruttare al meglio le qualità, rimaste troppe volte inespresse, dei suoi giocatori.
Dunque, qualsiasi sia il pacchetto dei titolari, stasera la Fiorentina non potrà fallire. Non ci saranno Gud e Fagioli, entrambi squalificati? Poco importa. In questa notte non possono esistere appelli a scelte obbligate dall’emergenza e dunque alibi di alcun tipo. Anzi, per giocatori come magari Fazzini, o lo stesso Harrison, o anche Mandragora, l’eventualità di mettersi sulle spalle i 90 minuti contro i biancocelesti dovrà essere una sorta di appuntamento con l’orgoglio e la voglia di riscatto. L’atmosfera , del resto (e inevitabilmente) in casa Fiorentina è di nuovo elettrica. Lo scrive La Nazione.
