La Fiorentina ieri è naufragata in quel di Londra, un 3-0 secco in favore del Crystal Palace e sogni di gloria in Conference League già messi alle spalle. Dopo una prestazione così negativa è normale che tutti i calciatori scesi in campo abbiano delle responsabilità sulla sconfitta. Da Dodò che ha responsabilità sui primi 2 gol a Comuzzo che si perde Sarr. Chi però ha ripetutamente tradito le aspettative dei tifosi della Fiorentina è Albert Gudmundsson.
Arrivato a Firenze nell’estate 2024 dopo un inseguimento durato 6 mesi non ha mai mantenuto fede ai sogni e alle aspettative che i tifosi viola avevano messo su di lui. Incantati da ciò che aveva fatto a Genoa e che non è mai riuscito a replicare sulle sponde dell’Arno. Gli è sempre mancata la continuità di prestazioni. Arriva già infortunato con l’ambiente che attende il suo rientro con un ansia spasmodica. Poi rientra al 45esimo con la Lazio in un momento difficilissimo con Palladino ad un passo dall’esonero alla 5° giornata. Al primo pallone toccato in viola si procura un rigore che trasforma. E poi la doppietta all’ultimo secondo. Una partita che sembra l’inizio di una storia meravigliosa ma che resterà solo una folgore, un abbaglio.
Da lì in poi altri infortuni, poi il processo e di nuovo gli infortuni. Qualche gol stupendo segnato qua e la ma gli è sempre mancata la centralità nel gioco viola. Non ha mai trascinato i compagni ne ha brillato in modo da rendere onore al 10 che porta sulla schiena. Ieri ennesima partita da fantasma, avulso dal gioco viola (27 palloni toccati), 0 dribbling e 0 passaggi chiave. Ma se mancano i colpi si può compensare con la grinta e la ferocia. Invece l’islandese ha chiuso con 0 contributi difensivi, 0 palloni recuperati, 0 contrasti e 0 intercetti. 1 solo duello a terra per altro perso. Puzzoli entrato al 91esimo con 2 duelli a terra di cui 1 vinto ha lottato più di lui. Dopo 2 anni si può dire che l’esperienza di Gudmundsson con la Fiorentina è stata un fallimento
