Giovedì a Londra la sfida al Crystal Palace per l’andata dei quarti di finale di Conference. Per lo spessore dell’avversario, quattordicesimo in Premier League, è la trasferta più difficile di questa coppa. Niente paura, però. Perché lontano dal Franchi la Fiorentina è più forte che in casa. Decisamente più forte. Lo dicono in modo chiaro i risultati, e nella parte più recente della stagione quei numeri diventano addirittura clamorosi. Delle ultime sei partite in trasferta fra campionato e Conference, la squadra di Vanoli ne ha vinte cinque. Riassumendole: Como-Fiorentina 1-2 (14 febbraio), Jagiellonia-Fiorentina 0-3 (19 febbraio), Udinese-Fiorentina 3-0 (2 marzo), Cremonese-Fiorentina 1-4 (14 marzo), Rakow-Fiorentina 1-2 (19 marzo), Verona-Fiorentina 0-1 (4 aprile). Bilancio positivo: 6 partite, 15 punti con 5 vittorie e 1 sconfitta, 12 gol segnati, 6 subiti. Nello stesso periodo, al Franchi sono arrivati questi risultati: Fiorentina-Torino 2-2 (7 febbraio), Fiorentina-Pisa 1-0 (23 febbraio), Fiorentina-Jagiellonia 2-4 (26 febbraio), Fiorentina-Parma 0-0 (8 marzo), Fiorentina-Rakow 2-1 (12 marzo), Fiorentina-Inter 1-1 (22 marzo). Bilancio negativo: 6 partite, 9 punti con 2 vittorie, 3 pareggi e 1 sconfitta, 8 gol segnati, 8 subiti. Dal 7 febbraio a oggi la differenza è incredibile: 9 punti al Franchi, 15 in trasferta.
IL RUDERE. Tempo fa Luciano Miani, uno dei vecchi grandi protagonisti della Fiorentina del secondo posto, risultato mai più raggiunto dai viola dopo l’81-82, diceva che quando si metteva davanti alla tv per vedere i suoi lontani eredi lo assaliva la tristezza. «Noi giocavamo davanti a 50.000 spettatori, lo stadio ribolliva ed era pieno un’ora prima della partita. Adesso vedo mezzo Franchi distrutto, le gru, le palizzate e mi chiedo come si possa giocare in quella condizione». Magari questa è una ragione del doppio contrastante cammino dei viola. La squadra avversaria che arriva a Firenze gioca in uno stadio dimezzato e scheletrico, la Fiesole trasferita in Ferrovia continua a tifare anche dalla nuova curva, ma il resto non è come prima. E se questa è davvero la causa del problema, allora si riproporrà anche nelle prossime due stagioni. I lavori del rifacimento vanno piano, molto piano. La Fiorentina ha bisogno del suo stadio intero, ma purtroppo per i viola questo è un sogno.
LA PRESSIONE. La squadra ha fatto un passo deciso oltre la salvezza andando a vincere (con quattro gol) a Cremona in una specie di spareggio anticipato. La settimana precedente, in un altro “pre-spareggio” in casa contro il Parma era finita 0-0 fra i fischi della gente una partita inguardabile. Fuori casa, un balzo in avanti più che inatteso. A Cremona i viola hanno giocato con una nuova serenità. Può essere la pressione di Firenze a impaurire e bloccare una squadra con tanti giovani, ma anche con giocatori di una certa esperienza? Come è noto, dopo gli scontri in autostrada i tifosi non possono seguire la squadra in trasferta, eppure anche senza il sostegno la Fiorentina continua a vincere lontano dal Franchi.
IL CALENDARIO. Un caso? Una coincidenza? E’ un dato che per adesso si può spiegare solo con delle supposizioni, ma c’è ancora tempo per una controprova. In campionato i viola sono attesi da tre trasferte, Lecce, Roma (contro i giallorossi) e Torino (contro la Juve). In Conference League giocheranno giovedì a Londra contro il Crystal Palace. Aspettiamo ancora un po’ e poi capiremo se la Fiorentina è diventata davvero una squadra da trasferta.